Gracefulness

When I was a child I believed that each balloon I let free to fly was a message to the angels over there. I hoped they could protect the people I loved and made them able to love me.

I remember once when a schoolmate at the first year of the Elementary School wanted all the balloon the teachers had given us to welcome in the new course were blown up. That was my first fighting in the new school because I wanted the balloon were sent free to my angels. That was the way I had to ask to be loved in my new school.

Things went differently, teachers let the children blow or set free the balloons as they preferred. Something broke off in my belief and probably that was the first time I realized that different choices are possible although there is always someone who suffers.

That was also the first time I realized that my world of dreams and gentleness had to tackle with another world without any dreams and very unkind although I didn’t like it.

In the times to come, many times I have met rudeness, impoliteness and egoism, but each time I have been resolved to continue my research for gentleness, gracefulness and dialogue.

Do you know what? The evidence says that while those who squash under their feet their balloons just have their remains to clean and that apart the noise of the burst there is nothing else in their hands, those who let their balloons free to fly still keep in their eyes the graceful beauty of their own freedom.

As a matter of facts, gracefulness is better than harshness and it pays much longer of any sacrifice.

 

Quando ero piccola credevo che ogni palloncino lasciato libero di volare fosse un messaggio per gli angeli lassù. Speravo che potessero proteggere le persone che amavo e renderle capaci di amarmi.

Mi ricordo di una volta in cui un compagno di classe al primo anno della scuola elementare voleva che tutti i palloncini che le maestre ci avevano dato come benvenuto nel nuovo corso di studi fossero fatti scoppiare. Quella fu la mia prima lotta nella nuova scuola perché io volevo che i palloncini fossero lasciati liberi di raggiungere i miei angeli. Era il modo che avevo per chiedere di essere amata nella mia nuova scuola.

Le cose andarono in modo differente, le maestre lasciarono che i bambini facessero scoppiare o lasciassero liberi i loro palloncini come preferivano. Qualcosa si spezzò nelle mie convinzioni e fu quella forse la prima volta che compresi che scelte differenti sono possibili sebbene ci sia sempre qualcuno che ne soffra.

Quella fu anche la prima volta che compresi che il mio mondo di sogni e di gentilezza doveva confrontarsi con un altro mondo senza sogni e molto scortese sebbene non mi piacesse.

Negli anni a venire ho incontrato molte volte la rudezza, la scortesia e l’egoismo, ma ogni volta sono rimasta risoluta nel continuare la mia ricerca della gentilezza, della grazia e del dialogo.

Sapete una cosa? L’evidenza dice che mentre coloro che schiacciano sotto i piedi i palloncini devono poi soltanto ripulirne i resti e che tranne il rumore dello scoppio non c’è altro tra le loro mani, coloro che lasciano i loro palloncini liberi di volare conservano negli occhi la bellezza graziosa della propria libertà.

Difatti, la grazia è migliore della durezza e ripaga molto di più di ogni sacrificio.

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