Ayn Rand: We the Living

‘We the Living’, a novel by Ayn Rand that I consider an imperative to read.

It is a MUST because of the style, the story and the history, the denounce and the courage, the values and the meaning.

It is a MUST because it describes the strength of a woman in an historical period (post 1917) where the power capitalized any interest and human beings were included or excluded in order to the passive silence they assumed to be suitable to this power.

It is a MUST because nor the story nor the characters are predictable and their interior narrative crushes even the obvious, traveling towards the best or the worst of themselves in an escalation of indiscriminate pain and loneliness.

It is a MUST because life and death walk the same paths, yet, not always what we believe alive is such and not what we think dead is really dead. A prison can be the life, and liberation the death.

Death as a liberation not as a symbol of surrender, because it is the courage to fight and represents the vision and the research for that true freedom that not many are able or willing to discover.

An intense and strong novel where the personal story of the main characters reports also of the history of a time which gains its fame on the bended shoulders of the invisible and unknown protagonists of that age.

As strong and vivid the language as precise and bare the descriptions, Ayn Rand tells us much more than the visible and personally expresses her choice, one I can understand and share, one which invites to think about life and its meaning, one that obliges to make a choice as well.

 

“Noi vivi”, un romanzo di Ayn Rand che considero un imperativo leggere.

È un MUST per lo stile, la narrazione e la storia, la denuncia e il coraggio, i valori e il significato.

È un MUST perché descrive la forza di una donna in un periodo storico (post 1917) nel quale il potere capitalizza ogni interesse e gli esseri umani erano inclusi o esclusi a secondo del silenzio passivo che assumevano allo scopo di essere graditi a questo potere.

È un MUST perché né la storia né i personaggi sono prevedibili e la loro narrazione interiore schiaccia persino l’ovvio, viaggiando verso il meglio o il peggio di se stessi in una escalation di dolore e solitudine indiscriminato.

È un MUST perché la vita e la morte percorrono gli stessi sentieri, tuttavia, non sempre ciò che crediamo vivo è veramente tale e non quello che pensiamo morto è realmente morto. Una prigione può essere la vita, e liberazione la morte.

La morte come liberazione e non come simbolo di resa, poiché essa è il coraggio di combattere e rappresenta la visione e la ricerca di quella vera libertà che non molti sono capaci o desiderano scoprire.

Un romanzo intenso e forte nel quale la storia personale dei personaggi principali racconta anche la storia di un’epoca che ha guadagnato la sua fama sulle spalle piegate degli invisibili e sconosciuti protagonista di quell’epoca.

Tanto forte e intenso il linguaggio quanto precise e nude le descrizioni, Ayn Rand ci racconta molto di più del visibile ed esprime personalmente la sua scelta, una scelta che posso comprendere e condividere, una scelta che invita a pensare sulla vita e sul suo significato, una scelta che obbliga a fare altrettanto.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.