Seasons of Time

Winter, Spring, Summer, Fall… each season has some months observing day after day the unripe or mature fruits of the life we spend to know ourselves and to know the others.

Season after season, month after month, day by day we live our lives and life let us live it whoever we are, whatever we do, however we perceive or not our presence in the seasons of the time.

Yes, whatsoever we live…  however, we live…  yet, we live.

As a matter of fact, our seasons pass although we do not live them fully. They pass even if we forget, willingly or less, to give them the right step to be lived meaningfully.

This is the reason which confirms my humble proposal to live our seasons stopping quarreling or fighting because of our own individual interest. Let’s start, indeed, to pave of sense every step of our walk in order we could be pleasantly surprised by the good we can be and also able to smell and taste the future we are not going to live in first person, but that will be our gift to those after us.

We should stop teaching hate and possession, violence and individualism, we should trace the footprints and pave the route for a new possible world where the personal interest does not exist in itself and for itself, but it welcomes and marries the needs of the others as theirs do with ours.

It is not a utopia but a choice. Only, remember, seasons of time pass anyway and the risk we run is not to be able to give our own time a meaning.

 

Inverno, primavera, estate, autunno… ogni stagione ha dei mesi che osservano giorno dopo giorno i frutti acerbi o maturi della vita che trascorriamo per conoscere noi stessi e gli altri.

Stagione dopo stagione, mese dopo mese, giorno per giorno viviamo la nostra vita e la vita lascia che noi la viviamo chiunque siamo, qualsiasi cosa facciamo, in qualsiasi modo percepiamo o meno la nostra presenza nelle stagioni del tempo.

Sì, assolutamente viviamo… in ogni caso, viviamo… tuttavia, viviamo. 

Infatti, le nostre stagioni trascorrono comunque anche se non le viviamo pienamente. Trascorrono anche se dimentichiamo, volontariamente o meno, di dare loro il passo giusto affinché siano vissute significativamente.

Questo è il motivo che conferma la mia umile proposta di vivere le nostre stagioni smettendo di litigare o combattere per i propri interessi individuali. Cominciamo, invece,  a pavimentare di senso ogni passo del nostro percorso affinché si possa essere piacevolmente sorpresi dal buono che possiamo essere e anche capaci di sentire il profumo e gustare il sapore del futuro che forse non vivremo in prima persona, ma che sarà il nostro dono per quelli dopo di noi.

Dovremmo smettere di insegnare l’odio e il possesso, la violenza e l’individualismo, dovremmo tracciare le orme e pavimentare la rotta di un nuovo mondo possibile dove l’interesse personale non esista da solo e per se stesso, ma accolga e sposi i bisogni degli altri come i loro faranno con i nostri.

Non è un’utopia ma una scelta. Soltanto, ricordate, le stagioni del tempo passano comunque e il rischio che corriamo è di non essere capaci di dare un significato al nostro tempo.

 

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