Enemy is Inside

Someone has made us believe that our enemy is outside and that he can protect us from the violence coming from there. What he didn’t say is that the real enemy is not outside but inside and that he is seeding hate and fear in order we could believe him to be our savior. Yet, he is not. Indeed, he is the real enemy, the one who from the inside degrades and damages the spirit of freedom making of us the inanimate puppets of his game.

Many admire his exhibitions, many long to be so dissolute as he is, many feel happy to be a part of such a degeneration of the dignity that a public character, above all one who should govern instead of playing, shouldn’t show. Many feel to be a part of that dissolution and think their own dissolution justified. Many see their desires realized, but they don’t see they are only the spectators of that horrible and offensive parade of nonsense.

Enemy is inside. He is the one who is exploiting us thanks to the arrogant visibility he has acquired and to the thunderous screams he launches against one or the other just to cover his real intention which is not to protect us, but to gain from us and our deaf and thumb consent.

I ask myself, what is he hiding? What is the reason why of his showing up in modalities which nothing have to do with respect, politics and policy both? Unfortunately, in Italian we have just one word two define the two different aspects of a good government, politica. This is maybe because we cannot realize immediately the distance between politics (which represents the research of popular consensus and aggregation around solutions, which are not necessary the best, obtained at any cost) and policy (which is the rational way to solve the real problems of the society, though complex). He is looking after politics not policy because he is simply looking for himself the consensus at any cost, he does not matter the society nor the people.

The moment is particularly delicate. I think the political parties should be worried about policy and not politics. I think we should realize how dangerous is the peril we are passing through and decide for those acts which don’t play his game. We should change the game, which game is not, and instead of looking after the parties we should work really for the people.

I think the king is naked and that we should act as the child of the tale who is not afraid to tell what he really sees.

 

Qualcuno ci ha fatto credere che il nostro nemico è fuori e che lui può proteggerci dalla violenza che viene da fuori. Ciò che non ci ha detto è che il vero nemico non viene da fuori ma dall’interno e che sta seminando odio e paura allo scopo di farci credere che è lui il nostro salvatore. Tuttavia, non lo è. Anzi, è lui il vero nemico colui che dall’interno degrada e danneggia lo spirito di libertà rendendoci marionette inanimate dei suoi giochi.

Molti ammirano le sue esibizioni, molti ambiscono a essere altrettanto dissoluti, molti si sentono felici di essere parte di una tale degenerazione della dignità che un personaggio pubblico, soprattutto uno che dovrebbe governare invece di giocare, non dovrebbe mostrare. Molti credono di essere parte di quella dissoluzione e sentono così che la propria dissoluzione sia giustificata. Molti vedono realizzati i propri desideri, ma non si accorgono di essere solo spettatori di quella orribile e offensiva parata di no-sense.

Il nemico è dentro. È quello che ci sfrutta grazie alla visibilità arrogante che ha acquisito e agli strilli assordanti che lancia contro l’uno o l’altro al solo scopo di coprire la sua vera intenzione che non è proteggerci, ma guadagnare da noi e dal nostro sordo e muto consenso.

Mi chiedo, che cosa sta nascondendo? Qual è il motivo del suo esibirsi in modalità che non hanno niente a che fare con il rispetto e la policy and politics? Sfortunatamente, in italiano abbiamo una sola parola per esprimere i due diversi aspetti di un buon governo, politica. Forse è per questo che non comprendiamo immediatamente la distanza tra la politics (che rappresenta la ricerca del consenso e dell’aggregazione popolare intorno a soluzioni, che non sono necessariamente le migliori, ottenute a qualsiasi costo) e policy (che è il modo razionale per risolvere i problemi reali di una società, sebbene siano complessi). Lui si cura della politics non della policy poiché cerca solo consenso per se stesso a qualsiasi costo, non importa la società né le persone.

Il momento è particolarmente delicato. Credo che i partiti politici debbano preoccuparsi della policy non della politics. Credo che dovremmo comprendere quanto sia pericoloso il travaglio che stiamo attraversando e decidere per quelle azioni che non fanno il suo gioco. Credo che dovremmo cambiare il gioco, che gioco non è, e invece di occuparci dei partiti dovremmo lavorare seriamente per le persone.

Io credo che il re sia nudo e che dovremmo comportarci come il bambino della favola che non ha paura di dire ciò che vede davvero.

 

 

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