6th August 1945: a Never-Ending Story

This is the way the world ends

This is the way the world ends

This is the way the world ends

Not with a bang but a whimper.

T.S. Eliot, The Hollow Men, 1925

 

The poet and deep expert of the man’s soul, in a time which was still far, or far enough, from the evidence of the absurd destructive wickedness of man’s wish for power at any cost, foresaw the sterile aridity and empty sadness of this man so rich in precious art and knowledge, but likewise wretched and petty.

hollow man, excavated more than deprived of any sense and feeling of life.

It is not possible, today, not to think about Hiroshima and, in few days, of Nagasaki oppressed and destroyed at the moment and in the years to come by the terrible atomic bombs which put their seal to the ability of man to be the worst creature, the fiercest animal, the most available to cruelty and violence.

History will teach us nothing, the singer sings and by the eye of our contemporary time I should say he was right: history has taught us nothing.

Weapons of war continue to be the shape of our mind, discrimination and the mind narrowness continue to differentiate cultures and beliefs, strategies of power keep on breaking the heart of the heart of every man and to imprison it in their eternal cruelty.

Politicians who fight for their throne are not able to understand the people’s needs, they are to impressed by themselves to be able to care of what they do represent or should.

They launch dangerous missiles to prove their range and their destructive power seems to be a game in the hands of those incompetent who are not able to predict the consequences of their game.

Wars here and there and terroristic attacks everywhere, for a presumed reason or the other, are the daily program, but none remembers that there are no plausible reasons to destroy the others.

We seem as blinded by the smog of the bombs and by the hate we cannot leave back, whatever its reason or presumed such.

Our children cry because of guilts they have not, our countries suffer because of unworthy reasons, our Earth dies because of the egoism we perform for our own interests.

This is the way the world ends, not with a bang but with a whimper… and so do we.

 

Così finisce il mondo,

Così finisce il mondo,

Così finisce il mondo,

Non in uno scoppio ma in un pianto. 

T. S. Eliot, Gli uomini vuoti, 1925

 

Il poeta e profondo conoscitore dell’anima umana, in un tempo che era ancora lontano, sebbene non lontano abbastanza, dall’evidenza dell’assurda cattiveria distruttiva del desiderio di potere degli uomini a qualsiasi costo, predisse la sterile aridità e la vuota tristezza di quest’uomo così ricco di preziosa arte e conoscenza, eppure così cattivo e meschino.

Un uomo vuoto, scavato più che privato di ogni senso e sentimento di vita.

Non è possibile, oggi, non pensare a Hiroshima e, in pochi giorni, a Nagasaki oppresse e distrutte sul momento e negli anni a venire dalle terribili bombe atomiche che hanno messo il sigillo alla capacità dell’uomo di essere la peggiore delle creature, l’animale più feroce, quello più disponibile alla crudeltà e alla violenza.

La storia non ci insegnerà niente, canta il cantante e con lo sguardo alla nostra epoca contemporanea dovrei dire che ha ragione: la storia non ci ha insegnato niente.

Le armi di guerra continuano a essere la forma del nostro pensiero, la discriminazione e la ristrettezza mentale continuano a fare delle differenze tra le culture e i credi, le strategie del potere continuano a frantumare il cuore del cuore di ogni uomo e a imprigionarlo nella loro eterna crudeltà.

I politici che lottano per la propria poltrona non sono capaci di comprendere i bisogni delle persone, sono troppo colpiti da se stessi per prendersi cura di ciò che rappresentano o dovrebbero.

Lanciano missili pericolosi per dimostrarne la portata e il loro potere distruttivo sembra essere un gioco nelle mani di questi incompetenti che non sono capaci di predire le conseguenze della loro gara.

Le guerre qui e lì e gli attacchi terroristici ovunque, per un presunto motivo o l’altro, sono all’ordine del giorno, ma nessuno ricorda che non ci sono ragioni plausibili per distruggere gli altri.

Sembriamo come accecati da quel fumo delle bombe e dall’odio che non riusciamo a lasciarci alle spalle, qualsiasi la sua ragione o presunta tale. 

I nostri bambini piangono per colpe non loro, i nostri paesi soffrono per ragioni indegne, la nostra Terra muore a causa dell’egoismo che mostriamo per i nostri interessi individuali.

Così finisce il mondo, non in uno scoppio ma in un pianto… e così finiamo noi.

 

 

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