Getting Used to Nothingness

My temptation before writing was to leave this page blank. How better could I represent the nothingness and the emptiness that are fulfilling and submersing our world? Unluckily,  this is happening thanks to the consent of many.

Then, I changed my mind and decided that my temptation, however of impact for those who could understand it, could have walked the same feeling of abandon and lack of discernment I often think is trying to choke my thoughts and actions.

It would have been a terrible solution on my side, the most pessimistic one in a person that says (and does) that she wants to continue fighting and demonstrate her own dissent.

I have always said that writing is testifying (as a matter of fact, this is the name I chose for my blog) and, because I still believe this is true, If I stopped writing I would demonstrate two things apart my own inconsistency: 1. there are things which cannot be testified; 2. nothingness is stronger than meaning.

Well, I am not the kind of person who can surrender.

First, everything can and must be testified; above all those things which are not according to any human criteria and try to put at risk the meaning of life leading to its oblivion. Second, though stronger nothingness can be, meaning is even stronger and certainly more satisfying.

These are the reasons why I will not collapse under the weight of nothingness and I will continue to show and express my dissent against whatever is against the human spirit and understanding.

Probably, today, in a world that turns around itself trying to extinguish freedom and sense,  trying to sell the human possibilities in change of richness, trying to waste the spirit of humanity, I repeat, probably, dissent and concentration are the appropriate weapons to a battle we cannot consent ourselves to lose.

It is not in pessimism nor in relinquishment we can defeat emptiness and nothingness, but keeping on to believe there could be another way and act to pave this way.

I have not get used to nothingness and never I will.

 

La mia tentazione prima di scrivere è stata quella di lasciare questa pagina vuota. Come avrei potuto meglio rappresentare il nulla e il vuoto che stanno riempiendo e sommergendo il nostro mondo? Sfortunatamente, questo sta accadendo grazie al consenso di molti.

Poi, ho cambiato idea e ho deciso che la mia tentazione, per quanto di impatto per chi fosse riuscito a comprenderla, avrebbe percorso lo stesso sentimento di abbandono e di mancanza di discernimento che spesso penso stia cercando di soffocare i miei pensieri e le mie azioni.

Sarebbe stata una soluzione terribile da parte mia, la più pessimista da parte di una persona che dice (e così si comporta) di voler continuare a lottare e dimostrare il proprio dissenso.

Ho sempre detto che scrivere è testimoniare (difatti, questo è il nome che ho scelto per il mio blog) e, poiché credo che questo sia ancora vero, se smettessi di scrivere dimostrerei due cose oltre la mia incoerenza:  1. ci sono cose che non possono essere testimoniate; 2. il nulla è più forte del significato.

Ebbene, io non sono il tipo di persona che possa arrendersi. 

Prima di tutto, ogni cosa può e deve essere testimoniata; soprattutto quelle cose che sono contro ogni criterio umano e cercano di mettere a rischio il senso della vita conducendolo al suo oblio. Secondo, per quanto forte possa essere il nulla, il significato è persino più forte e certamente più soddisfacente.

Questi sono i motivi per cui non crollerò sotto il peso del nulla e continuerò a mostrare ed esprimere il mio dissenso contro qualsiasi cosa vada contro lo spirito e la comprensione umana.

Probabilmente, oggi,  in un mondo che gira attorno a se stesso cercando di spegnere la libertà e il senso, cercando di svendere le possibilità umane in cambio di ricchezza, cercando di perdere lo spirito dell’umanità, ripeto, forse, il dissenso e la concentrazione sono le armi adeguate per una battaglia che non possiamo consentirci di perdere.

Non è con il pessimismo né con la rinuncia che possiamo sconfiggere il vuoto e il nulla, ma continuando a credere che possa esserci un altra strada e agire per pavimentarla.

Io non mi sono abituata al nulla e mai lo farò.

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