Intellectuals

I don’t define myself as an intellectual unless whoever could define himself/herself as an intellectual too. I want to explain this utterance which could appear as in contradiction with what I do, that is writing essays, novels and a blog.

Who is an intellectual today? An intellectual is whoever uses his/her intellect to translate his/her role in the life in something which could be meaningful, whatever the function, the job, the ideals. This is to say that as I use my intellect in writing, others can use theirs in their daily life in the manner which is more suitable to them. What changes between me and the others is the way we employ our mind and actions to give a sense to our living.

When I say that an intellectual MUST have a role in changing the actual condition of a society, I am not saying that only people of letters or of art should, but that each person, according to the part he/she explicits in his/her part of the world, should be responsible for what he/she is doing.

Using our intellect, our mind, our intelligence in favor of life and not against it, this is the role of a post post modern intellectual, that is not to close our intellect in the prison of the nothingness or to follow the stream without fighting against the unfavorable waves.

Each one can and should use their mind to write a better world where each person could find its place and voice without fighting each other in order to conquer that sort of power we don’t really need. We don’t need the power of the oppressors, but the one which gives us the ability to use our mind and ideas to help each other living and be serene.

Sometimes we listen to someone saying that culture is useless, nothing falser than this, but culture is not to let the other stereotype you in order you give them your consent;  culture is discovering new paths and a new way to give humanity a possibility to determine the style of life each one could peaceful choose. Culture is accepting any difference to increase your understanding and knowledge of the life and its real sense.

What I fear is that many have lost faith in their own intellect and ability to choose. What I suggest is to give back intellect its basic function to understand, discern and choose.

 

Non mi definisco una intellettuale tranne che ciascuno riesca a definire anche se stesso come un intellettuale. Voglio spiegare quest’affermazione che potrebbe apparire in contraddizione con quello che faccio, cioè scrivere saggi, romanzi, e un blog.

Chi è un intellettuale oggi? Un intellettuale è chiunque usa il proprio intelletto per tradurre il proprio ruolo nella vita in qualcosa che possa essere significativo, qualsiasi la funzione, il lavoro, gli ideali. Questo vuol dire che come io uso il mio intelletto nello scrivere, altri possono usare il proprio nella vita quotidiana nel modo che gli sia più congeniale. Ciò che cambia tra me e gli altri è il modo in cui si impiegano la mente e le azioni per dare un significato al proprio vivere.

Quando dico che un intellettuale DEVE avere un ruolo nel cambiare la condizione attuale di una società, non sto dicendo che solo i letterati o gli artisti, ma che ogni persona, secondo la parte che ciascuno esplica nella propria parte di mondo, dovrebbe essere responsabile di ciò che sta facendo.

Usare il proprio intelletto, la propria mente, la propria intelligenza in favore della vita e non contro di essa, questo è il ruolo di un intellettuale post post moderno, cioè non chiudere il proprio intelletto nella prigione della nullità o seguire la corrente senza lottare contro le onde sfavorevoli.

Ciascuno può e dovrebbe usare la propria mente per scrivere un mondo migliore nel quale ogni persona possa trovare il proprio posto e la propria voce senza combattersi l’un l’altro per conquistare quel tipo di potere di cui non abbiamo bisogno davvero. Non abbiamo bisogno del potere degli oppressori, ma di quello che ci dà la capacità di usare la nostra mente e le nostre idee per aiutare l’un l’altro a vivere e a essere sereni.

Talvolta ascoltiamo qualcuno che dice che la cultura è inutile, nulla di più falso di questo, ma cultura non è lasciare che l’altro ci stereotipi affinché gli si offra il proprio consenso; cultura è scoprire l’esistenza di nuovi percorsi e di un modo nuovo per dare all’umanità una possibilità di determinare lo stile di vita che si può scegliere pacificamente. Cultura è accettare ogni differenza per accrescere la propria comprensione e conoscenza della vita e del suo reale significato.

Ciò che temo è che molti abbiano perso fiducia nel proprio intelletto e nella propria capacità di scegliere. Ciò che suggerisco è di restituire all’intelletto la sua funzione di base che è capire, discernere, scegliere.

 

 

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