Here Lies One

Here Lies One Whose Name Was Writ in Water, this what the English poet John Keats wanted as his epitaph. No name, no explanation, no complaints, no tears… only the reason of his living which continues to flow and inspire and give a reason to love.

When an artist dies, whatever the choice of his/her art may have been, his/her death plays the sound of the forever, because the spirit he/she has been able to transfer into his/her pieces of art show a trace which will never be erased by the time or by the shadows of the night.

This is because, whatever the name, an artist has lived his/her art from the inside before and while making of it a gift for whoever could be able to grasp and feel its meaning.

When I write my books, though continuing to be myself, I feel that my name is no more my only name, but the name of those who have become a part of my life. My name becomes the fertile shelter where the stories of many can plant their roots and their names as the names of those who have become a part of their stories.

When I taught, I always told my students not to remember my face or my name, but to remember my spirit, my care for them and their needs, the love I felt for literature and languages, the freedom of my being honestly sincere and the courage not to betray them and my profession.

What would my name matter without their names and their lives? Nothing.

It is in its free running into the flow that a name finds its eternity and its life becomes an eternal gift to be shared.

Good bye, Andrea Camilleri, be your spirit the shape of the many names you loved and who love you.

 

Qui giace uno il cui nome è scritto nell’acqua, questo è ciò che il poeta inglese John Keats volle come suo epitaffio. Nessun nome, nessuna spiegazione, nessun lamento, nessuna lacrima… solo il motivo del suo vivere che continua a fluire, a ispirare e a dare una ragione per amare.

Quando muore un artista, qualsiasi sia stata la scelta della sua arte, la sua morte suona il suono del per sempre, poiché lo spirito che è stato capace di trasferire nelle sue opere d’arte mostra un segno che non sarà mai cancellato dal tempo o dalle ombre della notte.

Questo accade perché, qualsiasi il suo nome, un artista ha vissuto dall’interno la sua arte prima e mentre ne faceva dono a chiunque fosse in grado di afferrarne e sentirne il significato.

Quando scrivo i miei libri, sebbene io continui a essere me stessa, sento che il mio nome non è più solo il mio nome, ma il nome di coloro che sono entrati a far parte della mia vita. Il mio nome diventa il rifugio fertile nel quale le storie di molti possono piantare le loro radici e i loro nomi come il nome di coloro che sono entrati a fare parte della loro storia.

Quando insegnavo, dicevo sempre ai miei studenti di non ricordare il mio volto o il mio nome, ma di ricordare il mio spirito, la cura che avevo per loro e per il loro bisogno, l’amore che provavo per la letteratura e le lingue, la libertà del mio essere onestamente sincera e il coraggio di non tradire mai loro e la mia professione.

Che cosa significherebbe il mio nome senza i loro nomi e le loro vite? Niente.

È nella sua corsa libera nella corrente che un nome trova la propria eternità e la sua vita diventa un dono eterno da condividere.

Ciao, Andrea Camilleri, che il tuo spirito sia la forma dei molti nomi che hai amato e che ti amano.

 

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