Children

Children… They are all the same, but we have divided and buried them in the abyss of our egoism and discontent.

Those children who have become the weapons of our self-performing hate, those children whom we have deprived of their innocence, those children whose names will be soon forgotten by the most, those children cry tears they shouldn’t cry: the tears of our ferocious and cruel inability to be properly father and mothers. Not biologically, but Fathers and Mothers.

Newspapers tell us of children used like soldiers, of children drown because of unwelcoming lands, of children victims of wars and of others victims of silence. There are children used as pieces who are sold and killed because of the money their organs can make their raper gain. There are children sold to the market of sex who become adults without they have ever been children, and there are children used to menace or even to punish those mothers considered as a possession by their fathers.

There are children whose education and formation we have entrust to the law of the streets or to the perpetual belief that the more they are worse, the more they can become someone and we have betrayed their custody and the gift of their growth.

We have forgotten we were children, we have forgotten how easy and fundamental is for them to believe in us. We have used their ingenuity and spoiled them of their innocence.

When we criticize or show to feel piety for them and their pain, please, let’s remember that what they have become is not a coincidence because it is our responsibility to foster in them the spirit of a loyal and peaceful freedom.

We must not steal children of their future, we must give them one.

 

I bambini… Sono tutti uguali, ma noi li abbiamo divisi e sepolti nell’abisso del nostro egoismo e del nostro scontento.

Quei bambini che sono diventati le armi del nostro odio auto-rappresentativo, quei bambini che abbiamo privato della loro innocenza, quei bambini i cui nomi saranno presto dimenticati dai più, quei bambini piangono lacrime che non dovrebbero piangere: le lacrime della nostra feroce e crudele incapacità di essere padri e madri in modo adeguato. Non biologicamente, ma Padri e Madri.

I giornali ci dicono di bambini usati come soldati, di bambini annegati a causa di terre inospitali, di bambini vittime di guerre e di altri vittime del silenzio. Ci sono bambini usati come pezzi  che sono venduti o assassinati a causa del denaro che i loro organi possono fruttare ai loro rapitori. Ci sono bambini venduti al mercato del sesso che diventano adulti senza mai essere stati bambini, e ci sono bambini usati per minacciare o persino punire quelle madri considerate come un possesso dai loro padri.

Ci sono bambini la cui istruzione e formazione è affidata alla legge delle strade o all’eterna credenza che più essi sono i peggiori, più possono diventare qualcuno e noi ne abbiamo tradito la custodia e il dono della loro crescita.

Abbiamo dimenticato di essere stati bambini, abbiamo dimenticato quanto sia facile e fondamentale per loro credere in noi. Abbiamo usato la loro ingenuità e li abbiamo spogliati della loro innocenza.

Quando li critichiamo o mostriamo pietà verso di loro e il loro dolore, per favore, ricordiamoci che ciò che sono diventati non è una coincidenza, poiché è nostra responsabilità nutrire in loro lo spirito di una leale e pacifica libertà.

Non dobbiamo rubare ai bambini il loro futuro, dobbiamo dargliene uno.

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