A Dreamer

They say I am a dreamer and probably it is not completely wrong because I dream of a world of peace built on purity and dignity.

Purity and dignity, something many have forgotten and others even don’t know what they are.

Yet, purity and dignity are not the fruit of a strange spiritualism or idealism, but the belief of those people who do not surrender to the infamy of falsity and neglect the stubborn and easy effect of adulation or self-adulation.

I am certainly a dreamer and I am very happy of this, as there are not many people who still know what dreaming is and, above all, who still work because their dreams become true.

I am not speaking of the current individual dreams married with self-protection and unrestrained ambitions; no, my dream is not the egoistic result of a self-projected action, but the certainty of a possibility to rescue ourselves and our being from the mad race towards nowhere.

My dreams are not unrealizable, they are an opportunity based on the clear evidence that no one can be saved alone and that only collectivity can make of each of us a free person.

My dream is a dream of freedom, but I am fully aware that my freedom cannot exist till the others’ freedom finds its light too. For this I fight, for this I work, for this I overcome the wounds caused to me by the others’ ineptitude, for this I hope and still dream.

 

Dicono che io sia una sognatrice e forse non è del tutto sbagliato poiché io sogno di un mondo di pace costruito sulla purezza e sulla dignità.

Purezza e dignità, qualcosa che molti hanno dimenticato e altri persino non sanno che cosa siano.

Eppure, la purezza e la dignità non sono il frutto di uno strano spiritualismo o idealismo, ma la convinzione di quelle persone che non si arrendono all’infamia della falsità e non si curano dell’effetto testardo quanto facile dell’adulazione e auto-adulazione.

Sono di certo una sognatrice e ne sono felice, perché non ci sono molte persone che sappiano ancora che cosa significhi sognare e che, soprattutto, lavorino ancora affinché quei sogni diventino realtà.

Io non parlo degli attuali sogni individuali che si sposano con la difesa di se stessi e con le ambizioni sfrenate; no, il mio sogno non è il risultato egoistico di un’azione proiettata su se stessi, ma la certezza di una possibilità di salvare noi tutti e ciascuno dalla folle corsa verso nessun luogo.

I miei sogni non sono irrealizzabili, essi sono un’opportunità che si basa sull’evidenza chiara che nessuno può riuscire a salvarsi da solo e che solo la collettività può rendere ciascuno di noi una persona libera. 

Il mio sogno è un sogno di libertà, ma sono del tutto consapevole che la mia libertà non possa esistere finché anche la libertà dell’altro trovi la sua luce. Per questo lotto, per questo lavoro, per questo vado oltre le ferite arrecatemi dall’inettitudine dell’altro, per questo spero e continuo a sognare.

 

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