Talking, Hearing, Looking

Talking, hearing, looking… Let’s do this with ourselves first, because we have got used not to talk or hear or look at none, not even to ourselves.

Our individualism is so uncontrolled that it does not refer to a true ourselves, but to the imagine we suppose that could best represent the memory (if we still have one) of who we were, what we wanted to build and why, where we could have liked to go.

As a matter of fact, what we think to be egoism is nothing but a mere illusion of doing something to favorite and prefer ourselves, while, on the contrary, we don’t remember anything about ourselves and, consequently, we cannot have any idea of our wishes or performances.

My invitation to return to look inside ourselves, talking with ourselves in meaningful conversations, hearing to the hidden and deep needs we have forgotten, is not my desire to  give individualism a reason to exist, but its opposite.

I want to give a sense to each life and try the way of interior knowledge to cope with the knowledge of the others at the same level, with the same desire to recognize the humanity we share and to let this not simply survive, but starting to live.

Talking, hearing, looking… a way to deep cooperation.

 

Parlare, ascoltare, guardare…  Facciamolo prima con noi stessi, poiché ci siamo abituati a non parlare, non ascoltare, non guardare nessuno, neanche noi stessi.

Il nostro individualismo è così fuori controllo che esso non si riferisce al vero noi stessi, ma all’immagine che noi crediamo che possa meglio rappresentare la memoria (se ancora ne abbiamo una) di ciò che eravamo, di ciò che volevamo costruire e perché, e di dove ci sarebbe piaciuto andare.

Difatti, ciò che noi crediamo egoismo non è altro che una mera illusione di stare facendo qualcosa per favorire e preferire noi, mentre, al contrario, noi non ricordiamo nulla di noi stessi e, di conseguenza, non possiamo avere idea dei nostri desideri e di ciò che facciamo.

Il mio invito a tornare a guardare dentro se stessi, a intrattenersi con se stessi in conversazioni significative, ad ascoltare i bisogni profondi e nascosti che abbiamo dimenticato, non è il mio desiderio di dare all’individualismo una ragione per esistere, ma il suo contrario.

Voglio dare un significato a ciascuna vita e provare la via della conoscenza interiore per confrontarsi con la conoscenza di sé degli altri allo stesso livello, con lo stesso desiderio di riconoscere l’umanità che condividiamo e per fare in modo che essa non sopravviva semplicemente, ma cominci a vivere.

Parlare, ascoltare, guardare… una via alla cooperazione profonda.

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