Omnipotence

The real power is not omnipotence but acknowledgement.

Omnipotence is nothing but the delirium of those who cannot recognize their own limits and responsibility and, consequently, have no courage to stand up again when they fall and fail.

Of course, failures occur, perfection does not belong to human beings, and if it belongs to other or not, it is not a human affair.

My advice is not to look for omnipotence, but discover the ability to recognize our own mistakes, the strong and the weak, the success and the fault, without fearing them because it is thanks to them that we can built a meaning to our life and even to our death.

I can see so many running and running but only around themselves and others screaming and screaming things that no one wants to listen and which have no sense at all. If they focused their energy around something meaningful and lived to explicit this meaning by witnessing it in their life, there would probably be less no sense all around us.

Less no sense and more attention to those things which really matter and which don’t have the voice of imposition but the sound of sharing, not the idiot screams of a meaningless power, but the sound of a useful action in favor of the good for everyone… it is a possible choice.

Don’t proclaim your omnipotence, because if you do you are the least credible people.

 

Il vero potere non è l’onnipotenza ma il riconoscimento.

L’onnipotenza non è altro che il delirio di coloro che non riescono a riconoscere i propri limiti e le proprie responsabilità e, di conseguenza, non hanno il coraggio di rialzarsi quando cadono e falliscono.

Ovviamente, i fallimenti capitano, la perfezione non appartiene al genere umano, e se essa appartenga ad altro o meno, non è un problema degli uomini.

Il mio consiglio è di non cercare l’onnipotenza, ma di scoprire la capacità di riconoscere i propri errori, i punti di forza e quelli di debolezza, il successo e la colpa, senza averne paura poiché è grazie a questi che possiamo costruire un significato alla nostra vita e persino alla nostra morte.

Vedo così tanti correre sempre di più ma solo attorno a se stessi, e altri urlare sempre di più cose che nessuno vuole ascoltare e che non hanno per niente senso. Se concentrassero la propria energia su qualcosa di significativo e vivessero per esplicitare questo significato testimoniandolo nella propria vita, ci sarebbero probabilmente meno sciocchezze tutto attorno a noi.

Meno sciocchezze e più attenzione a quelle cose che contano davvero e che non hanno la voce dell’imposizione ma il suono della condivisione, non gli strilli idioti di un potere privo di significato, ma il suono di un’azione utile in favore del bene di tutti… è una scelta possibile.

Non proclamate la vostra onnipotenza, poiché se lo fate siete le persone meno credibili.

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