What a Mess!

If I close my eyes I will probably have the opportunity to feel and perceive what I usually can’t because surrounded, like everyone, by a widespread useless mess which turning and turning strictly rolls around us until we have lost our last breath.

This mess is made up of the insignificant words screamed or by the actions practiced by chance or even by those feelings which could be perfect if rightly directed, but which result to be even dangerous if expressed at random.

There is an innocent and a guilty mess.

It is innocent when in the illusion of researching the truth, you are trying to give a value to yours as well as to other’s existence and living. It is guilty when you abuse or even increase it inopportunely in order to deliberately confusing the others and their direction to claim them to your own cause which is not a common cause (the cause of everybody), but your individual one, which has not the purpose to grow with the others but to impose them your will.

The guilty mess is, of course, dangerous while, despite the weakness of the innocent one, I continue to hope we could still be able to increase its value making it predominant and respectful of each life and being.

Innocence could become the resource and the identity of being, changing the useless but dangerous mess in a positive useful and creative one.

 

Se chiudo gli occhi avrò forse la possibilità di provare e percepire ciò che di solito non mi riesce perché sono circondata, come tutti, da una diffusa quanto inutile confusione che stringendo sempre di più ci si attorciglia addosso fino a che si sia esalato l’ultimo respiro.

Questa confusione è costituita dalle parole urlate ma insignificanti, o dalle azioni praticate per caso o persino da quei sentimenti che sarebbero perfetti se direzionati nella maniera giusta, ma che diventano persino pericolosi se esercitati a caso.

Esiste una confusione innocente e una colpevole.

È innocente quando nell’illusione di ricercare la verità, si prova a dare un valore all’esistenza e alla vita propria e dell’altro. È colpevole quando si abusa o persino si accresce in modo inopportuno la confusione allo scopo di confondere gli altri e la loro direzione per reclamarli alla propria causa che non è una causa comune (di tutti), ma la nostra individuale che non ha l’obiettivo di crescere con gli altri, quanto di imporre loro la propria volontà.

La confusione colpevole, ovviamente,  è pericolosa; mentre, nonostante la debolezza della confusione innocente, io continuo a sperare che si possa essere ancora capaci di accrescerne il valore rendendola predominante e rispettosa della vita e dell’essere di ciascuna persona.

L’innocenza potrebbe diventare la risorsa e l’identità dell’essere, cambiando l’inutile ma pericolosa confusione, in una confusione positiva e creativa.

 

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