Chaos

Lost in a world where everything is all and nothing, it seems I sail in a troubled ocean protected only by the small shell I found over the shore before I dived in the deep sea which screaming and rumbling is waiting for me.

Soon later I’m no more in the ocean, but launched in the air between those stars to weak to light the sky, however to loyal to stop doing it. I found myself next to my beloved moon and asked her too many questions it couldn’t answer because the things of the Earth belong to Earth.

A few moments later I am still typing on my keyboard trying to choose the righteous things to write and say while I still think about the absurdity of this age where what matters is quite never what exists.

I question myself about the role of my writing in a time when none want to know what they are doing and why; what really matters for them is only to give emphasis to their interior poverty and misery no matter how useless they are, no matter their incompleteness, no matter the masks they wear.

Yet, I continue writing and speaking and denouncing and looking for a possible confrontation, because my role is trying to give a meaning to the chaos, a direction to its mess and a destination to its wandering useless around in a sort of self-imposed loneliness.  Isn’t it the same for you?

We are not alone and no one can be saved by himself.

 

Persa in un mondo dove ogni cosa è tutto e niente, mi sembra di navigare in un oceano tempestoso protetta solo dalla piccola conchiglia che ho trovato sulla spiaggia prima che mi tuffasi nel mare profondo che urlando e brontolando mi stava aspettando.

Poco dopo non mi trovo più nell’oceano, ma lanciata nell’aria tra quelle stelle troppo deboli per illuminare il cielo, ma comunque troppo leali per smettere di farlo. Mi sono ritrovata accanto alla mia amata luna e le ho fatto troppe domande alle quali non poteva rispondere perché gli affari della Terra appartengono alla Terra.

Solo pochi attimi più tardi mi ritrovo a scrivere sulla mia tastiera cercando di scegliere le cose più legittime da scrivere e da dire mentre ancora penso all’assurdità di quest’epoca dove ciò che conta è quasi mai ciò che esiste.

Mi interrogo sul ruolo della mia scrittura in un’epoca in cui nessuno vuole sapere che cosa sta facendo e perché; ciò che conta davvero è solo dare enfasi alla propria povertà e miseria interiore non importa quanto siano inutili, non importa quanto siano incomplete, non importa le maschere che indossano.

Tuttavia, continuo a scrivere e parlare e denunciare e cercare un confronto possibile, perché il mio ruolo è cercare di dare un significato al caos, una direzione al suo disordine, una meta al suo vagabondare senza senso attorno a una specie di solitudine autoimposta. Non è lo stesso per voi?

Noi non siamo soli e nessuno si salva da solo.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.