Organized Hate Is Organizing the Social Death

I have often been asking myself the reason why many prefer hating to love. My answer has always been that they do because of their thirst for power.

Hate produces fear and fears produce confusion and weakness. Hate harasses people provoking their feeling to be abandoned and their need to be protected. This reaction is such a sudden reaction that none as the time to stop thinking about its consequences neither to value if what they are obtaining is protection or constriction.

It is a very human reaction and, as such, it is comprehensible and explainable, at first. What I cannot understand is when such fears last until they compromise our freedom making of us the puppets in the hands of those we have recognized as the powerful though they abuse of their power to oppress us instead of setting us free also inventing new fears.

Hate produces hate and it is not but the continuation of our never abolished fears. The organized hate, the one which is lead to its extreme limit making us unaware of the truth, produces the social death.

As a matter of fact, those who hate are not able to create communities because their need is to become unique, it does not matter at which cost for the others and for the entire society. They don’t want to share with the others success, fame, conquest, feelings, thoughts, action, nothing of these and even more. They are unable to love and they despise everything because they want to posses everything and love never possesses but gives.

There is only one way to abolish hate and the following social death: to stop resolving our fears despising and hating the others, imposing them the responsibilities of our discomfort.

The only thing we should do is to ban fears from our mind and our feelings and learn to leave accepting our own incompleteness and taking it with a great regard because it is the door to reason, conscience and freedom.

 

Mi sono chiesta spesso la ragione per cui molti preferiscono l’odio all’amore. La mia risposta è stata sempre che sia a causa della sete di potere.

L’odio produce paura e le paure producono confusione e debolezza. L’odio molesta le persone provocando in loro il sentimento di essere abbandonate e il bisogno di essere protette. Tale reazione è talmente improvvisa che nessuno ha il tempo di fermarsi a pensare alle sue conseguenze né di valutare se quello che si sta ottenendo sia protezione o costrizione.

È una reazione molto umana e, come tale, è comprensibile e spiegabile, in un primo momento. Ciò che io non riesco a capire è quando tali paure durano fino a  compromettere la nostra libertà facendo di noi i burattini nelle mani di quelli che abbiamo riconosciuto come i potenti sebbene questi abusino del proprio potere per opprimerci invece di liberarci anche creando nuove paure.

L’odio produce odio ed esso non è che il proseguimento delle nostre paure mai abolite. L’odio organizzato, quello che è condotto ai suoi limiti estremi rendendoci inconsapevoli della verità, produce la morte sociale.

Infatti, coloro che odiano non sono in grado di creare comunità poiché il loro bisogno è di essere unici, non importa a quale costo per gli altri e per tutta la società. Essi non vogliono condividere con gli altri il successo, la fama, le conquiste, i sentimenti, i pensieri, le azioni, nulla di tutto ciò e di molto altro. Sono incapaci di amare e disprezzano tutto perché vogliono possedere tutto, eppure l’amore non possiede mai, ma dona.

C’è un solo modo per abolire l’odio e la conseguente morte sociale: smettere di risolvere le nostre paure disprezzando e odiando gli altri,  imponendo loro le conseguenze del nostro disagio.

L’unica cosa che dovremmo fare è bandire le paure dal nostro pensiero e dai nostri sentimenti e imparare a vivere accettando la nostra incompletezza e prendendola in grande considerazione perché essa è la porta alla ragione, alla coscienza e alla libertà.

 

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