Beyond the Nothingness

There were once people, old and young, talking together in mixed groups or according to their age; they discussed about their problems, their wishes, their ambitions, their fears, their conquests, their courage or not to cope with such an issue instead of another…

There were once, but now there are no more.

At first, I thought that the problem was the renown generation gap which made impossible to different generations to speak each other; then, I thought that each generation was so wrapped to its own world not to wish to discover anything else. Yet, with my great displeasure, I realized that also this idea was wrong.

The problem was not my point of observation, I mean when I was young or now that I am a middle age woman; no, the problem is not the age, but the communication.

This result has been evident to me when I have stopped trying to understand the differences between the two groups and I started to analyze each group as a whole. No adult, no young speak deeply to each other in the same group; they don’t want to meet the real beings next to them, but only what satisfies their own expectations or what they need in that precise moment which could lose its interest one minute later.

What is worse is that no group paid a great attention to listen to each other in the same group. These can no more be considered groups but pure individuals whose main interest is to safeguard themselves as a single and not as a part of a whole.

This is the consequence and the cause of the lack of communication. Or, better, of the lack of that communication which does not serve the provisory needs of one or the other.

Is there still something beyond this sort of nothingness? I hope so.

I think there are those few people who, like I do, try to undertake the hard task to let people know about possible alternatives to such a debilitating and destructive individualism and try to remember each one, individually and as groups, that none can be saved by himself and alone.

 

C’erano una volta delle persone, vecchie e giovani, che parlavano tra loro in gruppi misti o secondo la propria età; parlavano dei problemi, dei desideri, delle ambizioni, delle paure, delle conquiste, del coraggio di affrontare o meno un problema invece di un altro…

C’erano una volta, ma ora non ci sono più.

In un primo momento, pensavo che dipendesse dal noto gap generazionale che rendeva impossibile a generazioni diverse riuscire a parlarsi; poi, ho pensato che ciascuna generazione fosse così aggrappata al proprio mondo da non desiderare di scoprire niente altro. Tuttavia, con mio grande dispiacere, ho compreso che anche questa idea era sbagliata.

Il problema non era il mio punto di osservazione, voglio dire da giovane o da donna di mezza età; no, il problema non è l’età, ma la comunicazione.

Questo risultato mi è stato evidente quando ho smesso di cercare di comprendere le differenze tra i due gruppi e ho cominciato ad analizzare ciascun gruppo nella sua interezza. Nessun adulto, nessun giovane parla profondamente all’altro nel suo stesso gruppo; non vogliono incontrare il vero essere che gli è accanto, ma solo ciò che soddisfa le proprie attese o ciò di cui hanno bisogno in quel preciso momento che potrebbe perdere il suo interesse un minuto dopo.

Ciò che è peggio, è che nessun gruppo presta una reale attenzione ad ascoltarsi l’un l’altro nello stesso gruppo. Questi non possono più essere considerati gruppi, ma semplici individui il cui interesse principale è salvaguardare se stessi come singolo e non come parte di un tutto.

Questa è causa e conseguenza della mancanza di comunicazione. O, meglio, della mancanza di quella comunicazione che non serve  i bisogni provvisori dell’uno o dell’altro.

C’è ancora qualcosa oltre questa specie di nullità? Lo spero.

Io penso che ci siano quelle poche persone che, come faccio io, cercano di assumersi il difficile compito di fare in modo che le persone conoscano alternative possibili a un individualismo così debilitante e distruttivo e che cercano di ricordare a ciascuno, individualmente e come gruppi, che nessuno può salvarsi da se stesso e da solo.

 

 

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