The Life You Die

I know, it seems strange to you …the life you die…

It is not an oxymoron, it is not a metaphor, it is the life when you spend it as a necessary evil to nowhere.

The life you die is the one you abuse of without giving a meaning to its course, it is the life you stay there looking at with your indifference as if you couldn’t do anything to give her a better direction.

The life you die is the life you don’t live because you don’t choose, because you renounce to determine its meaning, because you give up living in order to living better, or, at least, this is what you suppose or pretend to do.

The life you die is the one you don’t love. It’s the one whose caresses don’t reach your being while you’re engaged to be involved in the silliest affairs or business in order to avoid to see the real life which is flowing away from you, almost escaping from your false innocence.

The life you die is the life you disapprove in words, but practice in the facts. It is the easiest choice to your discontent, it is the way you have not to see what you are doing or not doing because the things around you might simply happen as they do.

The life you die is the life I don’t want. It is the life you have deprived of any meaning because you don’t want any meaning to justify your abulia in doing nothing.

I am not born to die but to live and build a sense to my living. When sister death will arrive I will be ready to accompany her while telling my story and my sense, because my death is the one I can live.

 

Lo so, ti sembra strano …la vita che si muore… 

Non è un ossimoro, non è una metafora, è la vita quando la si trascorre come un male necessario che porta da nessuna parte.

La vita che si muore è quella di cui si abusa senza dare un significato al suo percorso, è la vita che si resta a guardare con la propria indifferenza come se non si potesse fare alcuna cosa per darle una direzione migliore.

La vita che si muore è la vita che non si vive perché non si sceglie, perché si rinuncia a determinarne il significato, perché si smette di vivere allo scopo di vivere meglio, o, almeno, questo è quello che si suppone o si finge di credere.

La vita che si muore è quella che non si ama, è quella le cui carezze non raggiungono il proprio essere mentre si è troppo impegnati negli impegni o affari più sciocchi allo scopo di evitare di vedere la vita vera che ci scorre lontano, quasi scappando dalla nostra falsa innocenza.

La vita che si muore è la vita che si disapprova a parole, ma che si pratica nei fatti. È la scelta più facile al proprio scontento, è il modo che si ha per non vedere ciò che si sta facendo o non facendo affinché le cose tutto intorno possano semplicemente accadere come fanno.

La vita che si muore è la vita che io non voglio. È la vita che è stata privata di ogni significato perché non si vuole alcun significato per giustificare la propria abulia nel non fare niente.

Io non sono nata per morire, ma per vivere e costruire un senso al mio vivere. Quando sorella morte arriverà io sarò pronta ad accompagnarla mentre le racconto la mia storia e il mio senso, perché la mia morte è quella che io posso vivere.

 

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