I Still Breath

I met Rosanna when she was 19. I met her in a hospital while I was there to visit my aunt who had just been operated. There I met Rosanna.

Rosanna had been informed she had lost her baby and she wouldn’t have had anymore a baby because her uterus had been removed in order to save her life.

I was confused by her serenity, it was unthinkable in such a condition, but she smiled, it was true, it was not my imagination.

Probably she was aware of my presence next to her and of my interest, because she welcomed me and without losing her smile she invited me to approach nearer and told me her story.

My boyfriend has reduced me to this. He was jealous. He said the baby was not his own and offended me like I were a whore. I resisted to his accusations, I answered to his blasphemy, I reacted to his violence screaming with all the breath I had in my lungs. Then, he started to hit me stronger and stronger. You know? We were not at home but outside a pizzeria and many were assisting to the scene without doing anything to save me. I also saw some boys recording the event, but none was going to help me. At last a woman, she could have been my grandma’s age, started to hit him with her bag my boyfriend. I couldn’t see much because of the blood which flew from my forehead and covered my eyes and because of the pain I felt after he had kicked my womb repeatedly, but I could listen to her screams which had become mine. Only then other people called the police and they soon arrived and arrested him. I was recovered and operated. I am not sorry for the baby I lost, I don’t want anything more from that bastard! I’m not sorry because I will no more have children, I don’t want to imagine what indifferent world they could live in. 

Then she was silent. I don’t know if she really thought what she said or if it was the consequence of her pain, if it was true or if she was trying to defend herself from the truth of the eternal pain she was obliged to suffer. Yet, I thought, how great and multiple the violence she had undergone, her boyfriend’s and the indifference, both immense.

Do you know what?, she said, I still breath. Then she fall asleep.

 

Ho incontrato Rosanna quando aveva 19 anni. L’ho incontrata in un ospedale mentre ero lì a fare visita a una mia zia che era appena stata operata. Lì ho incontrato Rosanna.

Rosanna era stata informata che aveva perso il suo bambino e che non avrebbe potuto averne altri perché il suo utero era stato rimosso per salvarle la vita.

Ero confusa dalla sua serenità, mi sembrava impensabile nella sua condizione, ma lei sorrideva, davvero, non era la mia immaginazione.

Forse era consapevole della mia presenza vicino a lei e del mio interesse, perché mi chiamò e invitò ad andarle più vicino e mi raccontò la sua storia.

Il mio ragazzo mi ha ridotta così. Era geloso. Diceva che il bambino non era il suo e mi offendeva come se fossi una puttana. Feci resistenza alle sue accuse, risposi alla sua blasfemia, reagii alla sua violenza urlando con tutto il fiato che avevo nei polmoni. Poi, lui cominciò a colpirmi sempre più forte. Sai? Non eravamo a casa, ma fuori una pizzeria e molti stavano assistendo alla scena senza fare nulla per salvarmi. Vidi anche alcuni ragazzi che registravano l’evento, ma nessuno veniva ad aiutarmi. Infine, una donna, all’incirca dell’età di mia nonna, cominciò a colpire con la borsa il mio ragazzo. Non riuscivo a vedere molto a causa del sangue che dalla fronte mi scorreva  negli occhi e li copriva e a causa del dolore che sentivo dopo che lui aveva ripetutamente preso a calci la mia pancia, però riuscivo a sentire le sue urla che erano diventate le mie. Solo allora chiamarono la polizia che subito arrivò e lo arrestò. Io sono stata ricoverata e operata. Non mi dispiace per il bambino che ho perso, non voglio niente altro da quel bastardo! Non mi dispiace che non avrò più bambini, non voglio immaginare in quale mondo indifferente potrebbero vivere.

Poi, rimase in silenzio. Non so se davvero pensasse ciò che aveva detto, o se fosse la conseguenza del suo dolore, se fosse vero o se stesse cercando di difendersi dalla verità del suo eterno dolore. Eppure, pensai, quanto grande e molteplice la violenza che aveva subito, quella del suo ragazzo e quella dell’indifferenza, entrambe immense.

Sai una cosa?, disse, Io respiro ancora. Poi si addormentò.

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