A Complex World to Share

Once it was considered a MUST to simplify, everything was reduced to its minimum in order to facilitate, they said, to degrade, I feared. I’m not happy to say that I was right.

The attempt to simplify everything has changed into an obligation to deprive of its meaning everything. The more they simplified, the more people lost their wish to research and express their own meaning and sense.

The simplification has attracted the most because they thought it could mean working the less, above all inside themselves, and it was so, effectively, but at the cost of the loss of independency and freedom, ethics and moral, meaning and sense.

Simplifications have become a rule without a concern for the thought, they have changed in a sort of moral standardization where everything was not controlled by ourselves, but under the control of those who wanted to reduce us to nothing in order to command us at the lowest cost for themselves, but at the highest for the common people who stopped believing in themselves and in their ability to change and better.

The result of this moral manipulation is the inability people have acquired to believe in something they can build and add a value to with their own mind and hands. We have been carried to see enemies everywhere, we have been lead to think that the only thing we need is power and that power depends on the money you have, we have been obliged (morally obliged) to think we are nothing if we have none to impose our strength on. We have become like puppets in the hands of superficial and egoist human beings, who have told us we have no ability to choose and decide.

Simplifications have changed in complications. The idea to simplify to rule better our life has changed in the greatest confusion we should have ever imagined, because, instead of doing our own researches and taking our own decisions, we have been induced to look for protection in a world which has been depicted as insane and dangerous. The more we were looking for peace and sharing, the more we have been humiliated and condemned to isolation.

We should recover our right to complexity in order to understand and freely choose the world we want.

Standardization through simplification has diminished and abolished somewhat the interior power each person has in order to conquer its own place in a world which, though complex, is still worth living.

 

Una volta semplificare era considerato un MUST, ogni cosa era ridotta al minimo per facilitare, dicevano, per de-classificare, temevo io. Non sono felice di dire che avevo ragione.

Il tentativo di semplificare ogni cosa si è trasformato in un obbligo a privare del suo significato ogni cosa. Più si è semplificato, più le persone hanno perso il desiderio di cercare ed esprimere il proprio significato e il proprio senso.

La semplificazione ha attratto la maggior parte che credeva che avrebbe potuto lavorare di meno, soprattutto su se stessi, ed è stato così, effettivamente, ma al costo della perdita di indipendenza e libertà, di etica e morale, di significato e di senso.

Le semplificazioni sono diventate una regola senza preoccupazione alcuna per il pensiero, esse si sono trasformate in una specie di standardizzazione morale in cui ogni cosa non fosse controllata da noi, ma fosse sotto il controllo di quelli che volevano ridurci a niente con lo scopo di comandarci al costo più basso per loro stessi, ma a quello più alto per le persone comuni che hanno smesso di credere in se stesse e nella propria capacità di cambiare e migliorarsi.

Il risultato di questa manipolazione morale è l’incapacità che le persone hanno acquisito di credere in qualcosa che possano costruire e cui aggiungere valore con il proprio pensiero e con le proprie mani. Siamo stati indotti a vedere nemici ovunque, siamo stati guidati a pensare che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno sia il potere e che il potere dipenda dal denaro che si possiede, siamo stati obbligati (moralmente obbligati) a pensare di non essere niente se non abbiamo qualcuno sul quale imporre la nostra forza.  Siamo diventati come burattini nelle mani di esseri umani superficiali ed egoisti che ci hanno detto che non siamo capaci di scegliere e decidere.

Le semplificazioni si sono trasformate in complicazioni. L’idea di semplificare per dominare meglio la nostra vita si è trasformata nella più grande confusione che avremmo mai potuto immaginare, perché invece di fare le nostre ricerche e prendere le nostre decisioni, siamo stati portati a cercare protezione in un mondo che ci è stato dipinto come malato e pericoloso. Più cercavamo la pace e la condivisione, più siamo stati umiliati e condannati all’isolamento.

Dovremmo recuperare il nostro diritto alla complessità allo scopo di comprendere e scegliere liberamente il mondo che vogliamo.

La standardizzazione attraverso la semplificazione ha diminuito e in qualche modo abolito il potere interiore che ciascuna persona possiede per conquistare un posto in un mondo in cui, nonostante la sua complessità, valga ancora la pena vivere.

 

 

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