Writing

…I answer…

A gentle reader has asked me if I am angry to see that people does not read a lot and that those who read often prefer reading simple and amusing books to the real stories people live.

Well, I thank my reader for the question and because he is suggesting from London to read my “Don’t Climb Over That Wall” (2018, Nulla Die in English; “Non scavalcare quel muro”, 2017 in Italian) because, he says, …only if we are able to cope with such stories told in such words, we will be able to understand and change the stereotyped vision of man/woman relationship… Unknown-2

Now I answer according to my idea of what writing is.

Well, I am not angry, but displeased and worried. It seems people does not want to confront with reality. Is it because they are too occupied to cry over themselves? Is it because they suffer so much that they cannot bear other suffering? Is it because they are terribly indifferent? I don’t know. What I can do is not stop writing and continue to try to give hints.16903139_1257358931044083_4405010293919684065_o

When I write my books, or, better, those which will probably become books, I am offering my own vision and feelings, of course, but these are fed with the highest respect and concern for the stories as well as for their real protagonists and for the writing itself.

If one does not respect writing he/she cannot be worth writing as if they don’t respect the real people who have suggested the stories they are telling, they won’t be respectable as well.

Practicing your free thought when you write does not mean you are allow to betray the basic rules of every writing -authenticity, honesty, loyalty, dignity. These, together with consistency, modesty and discretion, and without forgetting the ability to write and create imagines through your words, are the rules of a honest straight-arrow writer. Well, if the same ruled also the daily life of every single person whoever he is or does it would be a great conquest.

There exists no writer who does not wish to become famous, at least once; I’m not out of the common rule! Yet, when I start writing I forget fame and what I do is simply writing and give a chance to the ignored voices to be heard. It’s up to the reader, then, to give a space or not to those voices.

Fame and notoriety will soon disappear, your human code will never be forgotten though only a few will know it.

Thank you again for reading me, the rest privately.

 

…Rispondo…

Un gentile lettore mi ha chiesto se mi fa arrabbiare vedere che le persone non leggono molto e che quelli che leggono preferiscono spesso leggere libri semplici e divertenti alle storie vere che le persone vivono.

Bene, ringrazio il mio lettore per la domanda e perché suggerisce da Londra di leggere il mio “Non scavalcare quel muro” (Nulla Die, 2017 in italiano – “Don’t Climb Over That Wall”, 2018, in inglese) perché, dice, …solo se siamo capaci di leggere tali storie dette con tali parole, saremo capaci di comprendere e cambiare la visione stereotipata sulla relazione uomo/donna…

Ora rispondo secondo la mia idea di che cosa sia la scrittura.

Ebbene, non sono arrabbiata, ma dispiaciuta e preoccupata. Sembra che le persone non vogliano confrontarsi con la realtà. È perché sono troppo preoccupate a piangere su se stesse? È perché soffrono così tanto da non riuscire a sopportare altro dolore? È perché sono terribilmente indifferenti? Non lo so. Quello che posso fare io è non smettere di scrivere e continuare a cercare di dare spunti.

Quando scrivo i miei libri, o, meglio, quelli che forse diventeranno dei libri, sto offrendo la mia visione e i miei sentimenti, naturalmente, ma questi si nutrono del più alto rispetto e preoccupazione per le storie come per i loro reali protagonisti e per la scrittura stessa.

Se non si rispetta la scrittura non si può essere degni di scrivere come, se non si rispettano le persone reali che hanno ispirato le storie di cui si narra, essi stessi non potranno essere rispettati.

Esercitare il proprio pensiero libero quando si scrive non vuol dire che sia concesso di tradire le regole di base di ogni scrittura -autenticità, onestà, dignità, lealtà. Queste, insieme alla coerenza, il pudore e la discrezione, e senza dimenticare la capacità di scrivere e di creare immagini attraverso le parole, sono le regole di uno scrittore onesto e  corretto. Ebbene, se le stesse regolassero anche la vita quotidiana di ogni singola persona chiunque sia e qualunque cosa faccia, sarebbe una grande conquista.

Non esiste uno scrittore che non desideri diventare famoso, almeno una volta; non sono al di fuori della regola comune! Tuttavia, quando comincio a scrivere dimentico la fama e ciò che faccio è semplicemente scrivere e dare un’occasione alle voci ignorate di essere ascoltate. Poi, dipende dal lettore dare spazio o meno a quelle voci.

La fama e la notorietà spariscono presto, il proprio codice umano non sarà mai dimenticato anche se conosciuto da pochi.

Ancora grazie per leggermi, il resto in privato.

 

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