Give Life a Place

Life is everywhere, however it is nowhere.

It is not a contradiction in terms, it is not a metaphor, it is not a superficial definition or a poetical nostalgia, it is a truth… THE truth.

Can you understand me if I say that there is a difference between being alive and making life alive? I hope so.

I mean that there is no meaning in a life which does not receive our contribution to be lived. Our own life is nothing if we do nothing to give it a route and a meaning in is wandering through time, history and the stories.

Yet, while surrounded by life, we don’t give life its place. We produce death (both physical and moral) in order to believe we are alive. But life calls for life not for death and if we claim for death, death will be what we will obtain… though alive.

There are so many masks to hide the essential, there are so many injuries and offenses to define our being that we have changed it in a dead mind though in a moving body, like those puppets whose life depends on the threads others lead.

We have become very expert in change life in death and falsity in truth.

We have become great teachers in changing what has a meaning in something which hasn’t any at all.

We have learnt the art of dissimulation, but in its circuit we have lost ourselves like we where in Cnosso’s labyrinth, one you cannot escape from unless you start from the inside to recognize the right direction and meaningful sense.

Let’s return inside the centre of our own labyrinth, the life, here we should find a place for a life and a sense to our route.

 

La vita è ovunque, eppure è da nessuna parte.

Non è una contraddizione nei termini, non è una metafora, non è una definizione superficiale o una nostalgia poetica, è una verità… è LA verità.

Riuscite a comprendermi se dico che esiste una differenza tra l’essere vivi e rendere viva la vita? Lo spero.

Voglio dire che non c’è significato in una vita che non riceva il nostro contributo a essere vissuta. La nostra vita è niente se non facciamo niente per darle una rotta e un significato nel suo vagabondare attraverso il tempo, la storia e le storie.

Tuttavia, pur circondati dalla vita, non diamo alla vita un posto. Produciamo la morte (sia fisica che morale) con lo scopo di credere di essere vivi. Ma la vita chiama la vita e non la morte e se ci appelliamo alla morte, la morte sarà ciò che otterremo… sebbene in vita.

Ci sono così tante maschere che nascondono l’essenziale, ci sono così tante ferite e offese a definire il nostro essere cielo abbiamo trasformato in un pensiero morto sebbene in un corpo che si muova, come quei burattini la cui vita dipenda dai fili che altri conducono.

Siamo diventati grandi esperti nel trasformare la vita in morte e la falsità in verità.

Siamo diventati grandi maestri nel cambiare ciò che ha un significato in qualcosa che non ne ha affatto.

Abbiamo imparato l’arte della dissimulazione, ma nei suoi circuiti abbiamo perso noi stessi come se ci trovassimo nel labirinto di Cnosso, uno dal quale non si può scappare a meno che non si cominci dall’interno a riconoscere la giusta direzione e un senso significativo.

Torniamo al centro del nostro labirinto, la vita, qui dovremmo trovare un posto per la vita e un significato alla nostra rotta.

 

 

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