Lie and Illusion of Truth

Do you know what? I think we are so completely surrounded by illusions to be no more able to discern the true from the false.

It is also possible that we prefer illusions in order not to cope with those issues which could imply our own responsibility to understand, divide and choose.

The time we are choosing is an age where everything is explained through a sort of double-think (have you any memory of the same in G. Orwell’s 1984?) which consents the one and the other because we think both as the real one despite their being opposite.

It is to say, that the illusion of truth seems to hide the lies which are not underlined by a strong and colored mark because they are not presumed to be visible.

Now, the problem is that, because I suppose no human being is really stupid, I wonder what is the measure we give ourselves to admit and separate truth from falsity, meaning from its absence, egoism from altruism, individualism from community? Do we still have such a concern? Sometimes I fear we have not.

Lies and illusion of truth have been mixed in a turmoiled and confused same pot and it seems they are no more discernible. If so, if we lost our ability to discern the true from the false, it would mean we have stopped thinking as well.

As a matter of facts, thinking could have become a difficult affair to relate to, thinking could have been sold to the gods money and safeness in order to save and protect ourselves from those traps we have created by ourselves.

What we forget to consider, or we don’t want to see, is that this is an illusion of truth and not the truth because life is not made up of making believe but of facts, real facts which denounce our passive or active intervention in our reality and which determine it as a lie or as a truth.

The illusion of truth is a middle way between falsity and invention. There is nothing true. There are no middle ways when we speak of life or death, when we speak about life and its sense.

 

Sapete che penso? Penso che siamo così totalmente circondati dalle illusioni da non essere più capaci di discernere ciò che è vero da ciò che è falso.

È anche possibile che preferiamo le illusioni per non affrontare quegli argomenti che potrebbero implicare la nostra responsabilità di comprendere, dividere e scegliere.

Il tempo che stiamo scegliendo è l’epoca in cui ogni cosa si spiega attraverso una specie di doppio-pensiero (ricordate lo stesso in 1984 di G. Orwell?) che consente una cosa e l’altra perché le crediamo entrambe reali sebbene siano l’una l’opposto dell’altra.

Cioè, l’illusione di verità sembra nascondere le bugie che non sono sottolineate da un segno forte e colorato perché non si presume che debbano essere visibili.

Dunque, il problema è che, poiché suppongo che nessun essere umano sia veramente stupido, io mi domando quale sia il metro che diamo a noi stessi per ammettere e separare la verità dalla falsità, il significato dalla sua assenza, l’egoismo dall’altruismo, l’individualismo dalla comunità? Abbiamo ancora una tale preoccupazione? Talvolta, temo di no.

Le bugie e l’illusione di verità sono state mischiate nello stesso turbolento e confuso calderone e sembra che non siano più distinguibili. Se fosse così, se avessimo perso la nostra capacità di discernere il vero dal falso, significherebbe che avremmo anche smesso di pensare.

Infatti, il pensiero potrebbe essere diventato un problema difficile da affrontare, il pensiero potrebbe essere stato venduto agli dei denaro e sicurezza allo scopo di salvare e proteggere noi stessi dalle quelle trappole che noi stessi abbiamo costruito.

Ciò che abbiamo dimenticato di considerare, o che non vogliamo vedere, è che questa è un’illusione di verità e non la verità perché la vita non è fatta di far credere ma di fatti,  fatti reali che denunciano il nostro intervento passivo o attivo nella nostra realtà e che la determinano come una bugia o come una verità.

L’illusione della verità è una via di mezzo tra la falsità e l’invenzione. Non c’è nulla di vero in essa. Non ci sono vie di mezzo quando si parla di vita o di morte, quando si parla della vita e del suo senso.

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