All Enemies All Guilty

Controversies are never something to be afraid of or to avoid or even to abolish, they can be the source of a growth, of a positive change, they are a resource for any confrontation.  However, there are controversies and controversies!

I mean, if we suppose that everything and always and repeatedly has to be put in discussion for the pleasure of discussion, we should pay attention not to fall in the precipice of silliness and in the abyss of nothingness. We shouldn’t discuss for the pleasure of discussing, but because there are good reasons to confront each other and take a decision. The useless polemicizing is dangerous because it accompanies and is accompanied by an emptiness of ideas and a loss of time  which become the negation of everything for the pleasure of negation and not because there is a meaning.

The literary history of polemic is an interesting one, it shows the interest of intellectuals as well as of common people for the society and the life. The polemicist (from the Greek πολεμικόϛ) is one who discusses about events “pertinent to war“; it is a verbal war lead against an enemy who becomes the objective of the polemic, that is of the contrast or controversy. Nothing to object!

The problem is the misuse of polemic for legitimate purposes such as to inveigh against someone for whatever reason one should imagine it does not matter if consistent or not. The mistake is to consider the others as they were all enemies only because they exist and not because of a legitimate reason.

This is the way we use polemic as an instrument of an infinte but useless war, because there are no ideas, no principle, no value to support our polemic except the desire to oppose everyone, to scream louder though nothing meaningful is what we are saying.

This is the way we become slaves of any recrimination without we have no idea or real concern about what we want or want to say, but only for the pleasure of criminalizing the others in the supposed but wrong idea to save ourselves.

Yet, you know, too many problems no problem… 

If we pretend to consider everyone as an enemy, it means we are our own enemy. Too many enemies, all guilty.

 

Le controversie non sono mai qualcosa di cui avere paura o da evitare o persino da abolire, esse possono essere fonte di crescita, di un cambiamento positivo, esse sono una risorsa per ogni confronto. Eppure, ci sono controversie e controversie!

Voglio dire, se supponiamo che tutto e sempre e ripetutamente debba essere messo in discussione per il piacere della discussione, dovremmo fare attenzione a non cadere nel precipizio delle sciocchezze e nell’abisso della nullità. Non dovremmo discutere per il piacere di discutere, ma perché ci sono buoni motivi per confrontarsi e prendere una decisione. La polemica inutile è pericolosa perché accompagna e si accompagna con un vuoto di idee e una perdita di tempo che diventano la negazione di ogni cosa per il piacere della negazione e non perché ci sia un significato.

La storia letteraria della polemica è una storia interessante, essa mostra l’interesse degli intellettuali come anche della gente comune per la società e la vita. Il polemista (dal greco πολεμικόϛ) è colui che discute gli eventi “pertinenti la guerra”; si tratta di una guerra verbale condotta contro un nemico che diventa il bersaglio della polemica, cioè del contrasto o della controversia. Niente da obiettare!

Il problema è il cattivo uso della polemica per legittimare scopi come quello di inveire contro qualcuno per qualsiasi ragione si possa immaginare non importa se coerente o meno. L’errore è considerare gli altri come se fossero tutti nemici solo perché esistono e non per qualche ragione legittima.

Questo è il motivo per cui si usa la polemica come strumento di una guerra infinita ma inutile, perché non ci sono idee, principi, valori a sostenere la polemica tranne il desiderio di opporsi a tutti, di urlare più forte sebbene non ci sia nulla di significativo in quello che si sta dicendo.

Questo è il modo in cui si diventa schiavi di ogni recriminazione senza che si abbia alcuna idea o vera preoccupazione riguardo ciò che vogliamo o ciò che vogliamo dire, ma per il solo piacere di criminalizzare gli altri nella presunta ma sbagliata idea di salvare se stessi.

Eppure, si sa, troppi problemi nessun problema…

Se si pretende di considerare ogni altro come un nemico, significa che siamo i nemici di noi stessi. Troppi nemici, tutti colpevoli.

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