Violence Is Never a Right

I can’t bear it anymore! I cannot bear people who affirm it is a right to use violence. What sort of right is it? A right supports every person and protects him/her from any abuse. How is it possible that violence, the mother of any abuse, can be understood as a right?

Violence is never a right but its opposite. It is the danger that each right tries to calm down in order to let people living a life worth living.

Yet, more and more often we see people arguing and confronting implying and promoting violence as the secret, not so secret indeed, weapon to impose themselves over the others. It seems that prevarication has become the rule of every human relationship whatever the situation and the condition.

It is not new, but it is more and more absurd in a time when science and technology have improved the standards to which everyone could arrive if they only wouldn’t forget to share their life and meaning.

What is missing, then? The thought. The thought of the other as someone with our same rights, needs and dreams. The more we have the more we want. The more we see our own possibilities facilitated, the more we want them to be an exclusive good.

Violence, then, becomes the answer and the solution. It is not because we want to demonstrate to be stronger, but because we want to hide our weakness, the one we don’t know how to eliminate because we have forgotten that certain disadvantages are nothing more than new opportunities to play our game facing the music of a life lived and shared.

Violence appears as it were a resource, but it is our condemnation to wrap ourselves up while breathing no fresh air and perceiving no spring smell.

 

Non riesco più a sopportarlo! Non riesco a sopportare le persone che affermano che usare la violenza sia un diritto. Che razza di diritto è? Un diritto sostiene ogni persona e la protegge da ogni abuso. Come è possibile che la violenza, madre di ogni abuso, possa essere intesa come un diritto?

La violenza non è mai un diritto, ma il suo opposto. È il pericolo che ogni diritto cerca di mettere a tacere affinché le persone vivano una vita che sia degna di essere vissuta.

Tuttavia, sempre più spesso si vedono persone discutere e confrontarsi impiegando e promuovendo la violenza come arma segreta, non così segreta in realtà, per imporre se stesse sugli altri. Sembra che la prevaricazione sia diventata la regola di ogni relazione umana, qualsiasi la situazione e la condizione.

Non è una cosa nuova, ma è sempre più assurdo in un’epoca in cui la scienza e la tecnologia hanno migliorato gli standard cui ciascuno potrebbe pervenire se soltanto non dimenticasse di condividere la propria vita e il proprio significato.

Che cosa ci manca, allora? Il pensiero. Il pensiero dell’altro come qualcuno che abbia i nostri stessi diritti, bisogni e sogni. Più abbiamo e più vogliamo. Più vediamo le nostre possibilità facilitate, più vogliamo che esse siano un bene esclusivo.

La violenza, allora, diventa la richiesta e la soluzione. Non è perché vogliamo dimostrare di essere i più forti, ma perché vogliamo nascondere la nostra debolezza, quella che non sappiamo come eliminare perché abbiamo dimenticato che certi svantaggi non sono altro che nuove opportunità per fare la nostra parte affrontando la realtà di una vita vissuta e condivisa.

La violenza sembra essere una risorsa, ma è la nostra condanna ad avvolgerci su noi stessi mentre non respiriamo aria fresca e non percepiamo il profumo della primavera.

 

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