My Name Is Written in Tears

I could be Loredana or Jerry or Osas or Blessing or Loveth or whatever my name would be, but the sound of freedom and its research wouldn’t change.

It is not my name or my culture or the color of my skin to determine my destiny, it shouldn’t! There are no owners of life to decide according to your name or color what future you have to work for, they shouldn’t!

Hope, dreams, the research of a better place to live and be safe from fear and violence belong to everyone and everyone has the right to look for them freely.

There are no masters of life, when someone proclaims himself as such it is to say he wants to be the master of war but not of life and sense. When this happen, unfortunately too often, it is a crime and there is no reason why a human being shouldn’t try to escape from such an oppression.

Emigrants are not meat for slaughter, they are people who try to believe in a possible future without the oppression of wars and persecutions. They are people who try to put in practice the rules human beings have accepted to follow (Universal Declaration of Human Rights) though they don’t and many even don’t know of its existence.

It is our silence which makes us equally responsible of our chiefs; it is our diffidence which feeds the presumptuous discrimination of those who have forgotten that the main role of a leader is to unite not to divide and segregate.

We are equally responsible if Jerry suicides with his degree, his dreams, his hopes, his generosity and humility to join the others as the last arrived though there shouldn’t be such measures and distances among the human beings.

Useless crying and feel our heart sorrowful, useless whatever we feel for Jerry if we remain the same after the funeral.

What I know is that we all have lost another young human life who had changed his desperation in a resource. We have lost him because of a piece of paper which had to label Jerry as welcomed or not without it could know him.

My name is written in tears like Jerry’s name in his ocean of blood.

 

Io potrei essere Loredana o Jerry o Osas o Blessing o Loveth o qualsiasi altro nome, ma il suono della libertà e la sua ricerca non cambierebbe.

Non è il mio nome o la mia cultura o il colore della mia pelle a determinare il mio destino, non dovrebbe! Non ci sono padroni della vita a decidere a secondo del tuo nome o del colore della tua pelle per quale destino tu possa lavorare, non dovrebbero!

La speranza, i sogni, la ricerca di un posto migliore in cui vivere ed essere al sicuro dalla paura e dalla violenza appartengono a tutti e tutti hanno il diritto di cercarli liberamente.

Non ci sono padroni della vita, quando qualcuno si proclama tale significa che egli vuole essere il padrone della guerra, ma non della vita e del senso. Quando questo accade, sfortunatamente troppo spesso, è un crimine e non ci sono motivi per cui un essere umano non debba provare a scappare da una tale oppressione.

Gli emigranti non sono carne da macello, sono persone che cercano di credere in un futuro possibile senza l’oppressione delle guerre e delle persecuzioni. Sono persone che cercano di mettere in pratica le regole che gli esseri umani hanno accettato di seguire (la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) sebbene non lo facciano e molti neanche ne conoscano l’esistenza.

È il nostro silenzio che ci rende ugualmente responsabili dei nostri capi; è la nostra diffidenza che alimenta la discriminazione presuntuosa di quelli che hanno dimenticato che il ruolo principale di un leader è unire e non dividere e segregare.

Siamo ugualmente responsabili se Jerry si è suicidato con la sua laurea, i suoi sogni, le sue speranze, la sua generosità e l’umiltà di unirsi agli altri come se fosse l’ultimo arrivato sebbene non dovrebbero esserci tali misure e distanze tra gli esseri umani.

È inutile piangere e sentire il dispiacere nel nostro cuore, inutile qualsiasi cosa proviamo per Jerry se poi rimaniamo gli stessi dopo il funerale.

Ciò che so è che abbiamo perso un’altra giovane vita che aveva cambiato la sua disperazione in risorsa. Lo abbiamo perso a causa di un pezzo di carta che doveva etichettare Jerry come accolto o meno senza neanche conoscerlo.

Il mio nome è scritto nelle lacrime come il nome di Jerry nel suo oceano di sangue.

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