My Beloved Sons

I am in an age when it is more important to be a mother than to be a son. This does not mean that I have no more care for me and my needs, but that these are more inclined to the young than to me myself.

My concern is no more what I’m going to build, but what is going to remain of my buildings while I continue to put the fundaments for the new ones which I don’t know if I’ll see completed or at which point I’ll have to interrupt my work.

My worries are for the young and I hope I will have had the time to show them the existence of an alternative to the style of life many have chosen closing themselves in the new walls and barriers they are building in order to protect themselves. From whom?

What these people don’t say, but I doubt they don’t know, is that these enclosures are similar to the prisons we suppose we are closing the others while being captured by our own ignominy without any shame.

I hope the young, my beloved sons in spirit, could understand and prepare themselves not to commit the same mistakes we have done. Because I know well adults are responsible of youth, that it is not up to them the condition which has dragged us to a violent individualism. Yet, it up to them to seize the moment to improve and become free.

I will continue till my last breath to tell them about the alternatives, about the false enemies which are nothing more than the fear we have of ourselves and of our inability to share the life with the others.

I am in an age when I can foresee what is coming later if we don’t start soon, now, to change the course of our indifference and make it pregnant of meaning. I am in an age when I cry my sorrow for the injustice and scream my opposition to the empty and silly division which fortify those who don’t believe in humanity but only in their stupid and sinister egoism.

I cry my tears as a mother who is losing the beloved sons and is despaired because no claim of hers seems to recall the others of their feelings of justice. I feel to be a mother, your mother, whatever the color of your skin, your culture and religion or your sexual orientation, because what I love in you is the person you are no matter your provenience.  We are all mothers and fathers.

There are no walls, no frontiers, no barriers in the world I have given my sense and my life. I’m here and cry and despair because you, you all, are my beloved sons.

 

Sono in un’età in cui è più importante essere madre che essere figlia. Questo non significa che io non abbia più cura di me o dei miei bisogni, ma che questi sono più inclini verso i giovani che verso me stessa.

La mia preoccupazione non è più che cosa dovrò costruire, ma che cosa rimarrà delle mie costruzioni mentre continuo a mettere le fondamenta per i nuovi edifici che non so se vedrò completati o a che punto dovrò interrompere il mio lavoro.

Le mie preoccupazioni sono per i giovani e spero che avrò avuto il tempo di mostrare loro che esiste un’alternativa allo stile di vita che molti hanno scelto chiudendosi all’interno dei nuovi muri e delle nuove barriere che stanno costruendo allo scopo di proteggere se stessi. Da chi?

Ciò che queste persone non dicono, ma dubito che non lo sappiano, è che le chiusure sono simili alle prigioni dove supponiamo di aver chiuso gli altri, mentre siamo prigionieri della nostra stessa ignominia senza vergogna.

Io spero che i giovani, i miei amati figli in spirito, possano comprendere e prepararsi a non commettere gli stessi errori che abbiamo fatto noi. Perché so bene che gli adulti sono responsabili dei giovani, e che non dipende da loro la condizione che ci ha trascinati in questo violento individualismo. Tuttavia, dipende da loro cogliere l’attimo per migliorare e diventare liberi.

Io continuerò fino al mio ultimo respiro a parlare loro delle alternative, dei falsi nemici che non sono altro che la paura che abbiamo di noi stessi e della nostra incapacità di condividere con gli altri la vita.

Sono in un’età in cui mi è possibile prevedere ciò che accadrà dopo se non cominciamo subito, ora, a cambiare il corso della nostra indifferenza e renderlo pregnante di significato. Sono in un’età in cui piango il mio dispiacere per le ingiustizie e urlo la mia opposizione alla vuota e sciocca divisione che fortifica coloro che non credono nell’umanità ma solo nel loro stupido e bieco egoismo.

Piango le mie lacrime come una madre che sta perdendo i figli amati ed è disperata perché nessuna delle sue proteste sembra ricordare agli altri del loro sentimento di giustizia. Sento di essere una madre, la vostra madre, qualsiasi il colore della vostra pelle, la vostra cultura e la vostra religione o il vostro orientamento sessuale, perché ciò che amo di voi è la persona che siete, non mi importa della vostra provenienza. Siamo tutti madri e padri.

Non ci sono muri, frontiere, barriere nel mondo a cui io ho dato un senso e la vita stessa. Sono qui e piango e mi dispero perché voi, voi tutti, siete i mie amati figli.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...