Education First

I answer…

Today I want to answer to one of my readers who specifically asks: “Why did you stop writing about adolescents? Your writing is full of important tips and I love reading them”. I thank you because of your interest for me, I thank you to give me the opportunity to speak about an issue which is important to me too.

Well, the first thing to say is that I haven’t stopped to speak to them, the difference is that I’m not writing of them but I speak to them too.

Actually, I’m not teaching at school, my personal experience with the adolescents continues in a more private, though meaningful, condition. At the moment, I prefer writing about those subjects which could set them free from the cultural prejudices which seems to develop everywhere. This is education and formation too.

The second thing I want to say is that my books are always referred to youth also when they treat about subjects of social interest. When I write about women, culture, or as I’m doing now about immigrants, my attention is always addressed to the young people and their world, but also to the world they are going to face and tackle with. It is a world where many values, above all those regarding the community and human person, have been lost in favor of an egoistic individualism. I think that to reveal them what happens really and there exists another possible world, could help them to decide and change the worst according to the principles of a good and sincere humanity. I hope they could find the meaning of life we have lost and abandoned.

You know, writing is for me testifying, but testifying also means to show the truth, however cruel and discomforting.

The rest privately.

 

Rispondo…

Oggi voglio rispondere a un mio lettore che specificamente mi chiede: “Perché ha smesso di scrivere degli adolescenti? La sua scrittura è piena di spunti interessanti e mi piace leggerli”.  La ringrazio per il suo interesse per me, la ringrazio per darmi l’opportunità di parlare di un argomento che è molto importante anche per me.

Bene, la prima cosa da dire è che io non ho smesso di parlare con gli adolescenti, la differenza è che non parlo di loro, ma parlo anche loro.

In effetti, non insegno più a scuola, la mia esperienza personale con gli adolescenti continua in una condizione più privata, sebbene significativa. Attualmente preferisco scrivere di quegli argomenti che potrebbero farli sentire liberi dai pregiudizi culturali che sembrano svilupparsi ovunque. Anche questa è istruzione e formazione.

La seconda cosa che voglio dire è che i miei libri si riferiscono sempre ai giovani anche quando trattano argomenti di ordine sociale. Quando scrivo di donne, cultura, o, come sto facendo adesso,  di emigranti, la mia attenzione si indirizza sempre ai giovani e al loro mondo, ma anche al mondo che devono affrontare e conoscere. È un mondo in cui molti valori, soprattutto quelli riguardanti la comunità e la persona umana, sono stati persi in favore dell’egoismo individualista. Io credo che rivelare ai giovani che cosa succede davvero e che c’è un altro mondo possibile, potrebbe aiutarli a decidere di cambiare il peggio secondo i principi di una buona e sincera umanità. Io spero che loro possano scoprire il significato della vita che noi abbiamo perduto e abbandonato.

Lo sa, scrivere è per me testimoniare, ma testimoniare significa anche mostrare la verità, per quanto crudele e sconfortante. 

Il resto in privato.

 

 

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