The Prison of Ignorance

Ignorance is not the absence of school, but the determinate and accurate absence of the wish to use our mind for the good.

Of course, the lack of education contributes to this phenomenon; however, it is not a school’s responsibility if people decide to stop thinking and develop the mind.

I know so many acculturated people whose minds are as empty as a bottle of wine in an illegal dump. On the other hand, there many who didn’t have the opportunity to complete or improve their education, but have continued it by themselves as they could and, above all, have used their mind not to damage but to create.

I am appealing  to both, at the moment, but particularly to those whose opportunities have been wasted and squandered in order to protect their own presumed interests while forgetting that no individual interest can save them as not the others.

I am appealing to every single person in order it could find the strength and the courage to break its chains and its prison-bars and remember that what we are living now is not too different from what we have already known and suffered -invention of supposed enemies, strong symbols to exhibit power, persecution of the weakest, deceit and connivance with unfair and unreliable figure- it is called propaganda. 

Propaganda invents the enemy, creates the fear of the supposed enemy, suggests its destruction. Those who use this system to create consent, show to be so strong and determined to claim on themselves the power to defeat the enemy in the name of the common well and as he were a father. On one side he uses a cohesive function, this suggest a feeling of friendship, cooperation and uses these misleading weapons to convince that the other is dangerous; on the other side, he applies a discording function promoting dissent, apathy, dissatisfaction, the consequence is to start to hate the other because different -whatever the difference- and believe the chief as the one who could set you free from any danger, unaware that the danger is the chief himself.

The difference is put in evidence as a danger and thanks to the spectacularity of the consent (symbols, crowd claiming, social networks used to amplify his image), it is easier to choose a scapegoat where concentrate every discontent and justify every criminal action.

What is worst is that many continue to fall prisoners of the false idols some create to confound their mind and to posses their intelligence. I suppose this is the real ignorance.

 

Ignoranza non è assenza di scuola, ma la determinata e accurata assenza di usare la mente per il bene.

Certamente, la mancanza di cultura contribuisce a questo fenomeno; comunque, non è responsabilità della scuola se le persone decidono di smettere di pensare e sviluppare il proprio pensiero.

Conosco tante persone colte le cui menti sono vuote come una bottiglia di vino vuota in una discarica illegale. D’altra parte ci sono molti che non hanno avuto la possibilità si completare o migliorare la propria istruzione, ma l’hanno continuata da sola come hanno potuto e, soprattutto, hanno usato la propria mente non per danneggiare ma per creare.

Mi appello ad entrambe queste tipologie, ora, ma soprattutto a coloro che hanno sprecato e scialacquato le proprie opportunità allo scopo si proteggere i propri presunti interessi dimenticando che nessun interesse individuale può salvarli come non può salvare gli altri.

Mi appello a ogni singola persona affinché possa trovare la forza e il coraggio di rompere le proprie catene e le barre della propria prigione e ricordare che ciò che viviamo ora non è molto diverso da ciò che abbiamo già conosciuto e sofferto -l’invenzione di supposti nemici, simboli forti per esibire il potere, la persecuzione dei più deboli, l’inganno e la connivenza con figure inique e inaffidabili- si chiama propaganda.

La propaganda inventa il nemico, crea la paura di un supposto nemico, ne suggerisce la distruzione. Coloro che usano questo sistema per creare il consenso, mostrano di essere forti e determinati nell’assumersi il potere di sconfiggere il nemico in nome del bene comune e come se fosse un padre. Da una parte si serve della funzione coesiva, questa suggerisce un sentimento di amicizia, di cooperazione e usa queste aree ingannevoli  per convincere che l’altro è pericoloso; dall’altra parte, egli applica una funzione dissentiva che promuova il dissenso, l’apatia, l’insoddisfazione… la conseguenza è cominciare a odiare l’altro perché differente -qualsiasi differenza- credere che il capo sia colui che possa liberare da qualsiasi pericolo, inconsapevoli che il pericolo è il capo stesso.

La differenza è messa in evidenza come se fosse un pericolo e, grazie alla spettacolarizzazione del consenso (simboli,  folla che acclama, social network usati per diffondere le immagini di sé), è più facile scegliere un capro espiatorio sul qual concentrare ogni scontento e giustificare ogni azione criminale.

Ciò che è peggio è che molti continuano a cadere prigionieri dei falsi idoli che alcuni hanno creato per confondere la mente e impossessarsi della loro intelligenza. Suppongo che sia questa la vera ignoranza.

 

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