Zygmunt Bauman: Alone Again. Ethics After Certainty

Unworthily but humbly I set myself to speak about this short, but infinite essay written by Zygmunt Bauman. Once more I feel I miss his words and thoughts though they have become eternal after his death and continue to grow and suggest a sense for a possible society, despite his research and observation of human beings has been somewhat interrupted. I know it continues in those who have loved his passionate analysis of our time.

This essay, Alone Again. Ethics After Certainty, seems to collect the author’s thought around the disciplined and attentive idea of a possible solution to the consequences of a time lived to accomplish the egoism and the individualism which have destroyed every traditional certainty, though with the proposal of establishing certainties. The solution could be to  discover the deep connections between the interests of the community and those of every single individual.

It seems we have returned to the starting point. The consequences of individualism have not produced the happiness human beings have been looking for so long, on the contrary, they have been leading the men to their deepest solitude as they had returned to the past incommunicability among the people though science and technology have increased the styles of communication.

It seems as people had lost their reasons to communicate because they have closed themselves in a form of dangerous isolationism where whatever they do has no aim and no projection in the future.415r1-cbxbl._sx330_bo1,204,203,200_

It is the lack of an ethics of the relationships, the lack of an ethics of the community, the lack of an ethics of sense to give a performative representation of our interior being in order to give a meaning to our thoughts and actions.

The horrible and violent events which surround us everywhere are not the fruit of a program, but of the precarious and senseless stupidity which governs and rules us because we have no idea of the future or the past, we have no idea of the importance of the connections with the other, we have no idea of what ethics is.

Our daily life is lead by the infime desire to control everything which is a good for us, all the rest in-exist, simply stops existing. We look at the others as a danger to our own economy and not because of their needs, we see ourselves like taxpayers not considering a shared responsibility of the other’s life, but in terms of <<how much the other costs to me>>. 

We look for freedom, but a freedom without ethics changes in to be free in order to get more space for themselves.

One only way is possible: to return to be guided by moral sense and solidarity.

Bauman says: to be responsible does not mean to follow the rules: it often can ask us to ignore them. It means to act according to conscience, an ethic conscience which can be found only if we discover the deep connections between the people and the community.

Reading this book, Alone Again. Etichs After Certainty, is an opportunity and a chance to become this kind of researcher.

 

Indegnamente ma con umiltà, mi accingo a parlare di questo breve ma infinito saggio scritto da Zygmunt Bauman. Ancora una volta sento che mi mancano le sue parole e il suo pensiero sebbene esse siano diventate eterne dopo la sua morte e continuino a crescere e a suggerire un senso per una società possibile, nonostante la sua ricerca e la sua osservazione degli esseri umani siano stata in qualche modo interrotta. Io so che essa continua in quelli che hanno amato la sua appassionata analisi della nostra epoca.

Questo saggio, Di nuovo soli. Un’etica in cerca di certezze (Castelvecchi, 2018), sembra raccogliere il pensiero dell’autore attorno all’idea disciplinata e attenta di una possibile soluzione di un’epoca vissuta per compiere l’egoismo e l’individualismo che hanno distrutto ogni certezza tradizionale, sebbene con il proposito di produrre certezze. La soluzione potrebbe essere nello scoprire le connessioni profonde tra gli interessi della comunità e quelli di ogni singolo individuo.

Sembra si sia ritornati al punto di partenza. Le conseguenze dell’individualismo non hanno prodotto la felicità che gli esseri umani hanno ricercato a lungo, al contrario, essi hanno condotto gli uomini in una solitudine più profonda come se fossero ritornati a un passato di incomunicabilità tra le persone sebbene la scienza e le tecnologie abbiano aumentato gli stili di comunicazione.

Sembra come se le persone avessero perso i motivi per comunicare perché si sono chiuse in una forma di pericoloso isolazionismo nel quale qualsiasi cosa esse facciano non avesse scopo né proiezione nel futuro.

Questa è la mancanza di un’etica delle relazioni, la mancanza di un’etica della comunità, la mancanza di un’etica del senso da dare a una rappresentazione performante del nostro essere interiore allo scopo di dare un significato al nostro pensiero e alle nostre azioni.

Gli eventi orribili e violenti che ci circondano da ogni parte, non sono frutto di un programma, ma della stupidità precaria e senza senso che ci governa e ci regola perché non abbiamo idea del futuro e del passato, non abbiamo idea dell’importanza delle connessioni, non abbiamo idea di che cosa sia l’etica.

Il nostro quotidiano è guidato dall’infimo desiderio di controllare tutto ciò che è un bene per noi, tutto il resto in-esiste, semplicemente smette di esistere. Guardiamo agli altri come a un pericolo per la nostra economia e non per i loro bisogni, guardiamo noi stessi come contribuenti senza considerare la responsabilità condivisa della vita dell’altro, ma in termini di <<quanto mi costa l’altro>>.

Cerchiamo la libertà, ma una libertà senza etica si trasforma in essere liberi per avere più spazio per se stessi.

Una sola strada è percorribile: ritornare a lasciarsi guidare dal senso morale e dalla solidarietà.

Bauman dice: essere responsabili non significa seguire le regole: spesso può chiederci di ignorarle. Significa agire secondo coscienza, una coscienza etica che si può trovare solo se si scoprono le connessioni profonde tra le persone e la comunità.

Leggere questo libro, Di nuovo soli. Un’etica in cerca di certezze, è un’opportunità e un’occasione per diventare questo tipo di ricercatori.

 

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