Asking Ourselves the Other’s Why

There is always a reason why we do things though it is often not clear. Anyway, we know the reason or not, we are sure to have a reason and that our reason is the right one. If we moved our certainty from us to others we would discover the secret each one hide and the wish to accomplish their why in order to feel to be alive.

The point is: do we accept even the only existence of other reasons, different from our own? Have we ever tried to recognize the others the right to have their owns whys?

If we did it would be easier to meet the others and accept their independence and freedom of thought; we would listen to their reasons and make them as our own; we would realize not to be the only one to have a right to live and choose and build and improve the existence in a way which is far from stealing and exploiting the others lives, but fully responsible of the meaning of life and right.

The  question is not to be right or wrong, but to practice concretely the rights we need to respect and be respected since we were born. Everybody, as a matter of fact, has the right to live since its birth, what is missing is the application of those rules (which exist though we pretend they don’t) which safeguard everybody everywhere for the simple (but deep) reason they  were born.

Look at the following and the many more pictures you can find. Don’t you see the difference? Don’t you see how ashamed should we be because of our indifference and hate which are not one the best of the other but its worst? Try to dive yourself with them… I don’t mean in the sea. I mean in the ocean in their eyes full of fear, dreams, hopes, incredulity, loneliness, abandon. Don’t you see them? Don’t you listen to their whys? Look inside their eyes and then watch around you with their eyes. What can you see?

When I look at images like these, 155940066-b186328e-3e84-409a-b7e7-e0ba0c05c78dI cannot bear our presumption to be better than the others. We are not. We are worst, because in the security of our own certainties we have forgotten to look for the essentials: asking ourselves the other’s whys.

(pictures from Repubblica.it)033317688-3be80626-ee8c-4aa7-ad00-a6cb23104e04

 

 

C’è sempre un motivo per cui facciamo le cose, sebbene spesso esso non sia chiaro. Comunque, che noi si sappia la ragione o meno, siamo certi di avere un motivo e siamo certi che quel motivo è giusto. Se spostassimo le nostre certezze da noi agli altri, potremmo scoprire il segreto che ciascuno nasconde e il desiderio di realizzare il proprio perché per potersi sentire vivi.

Il punto è: accettiamo persino la sola esistenza delle ragioni degli altri, differenti dalle nostre? Abbiamo mai provato a riconoscere agli altri il diritto di avere i propri perché?

Se lo facessimo sarebbe più facile incontrare gli altri e accettare la loro indipendenza e libertà di pensiero; ascolteremmo le loro ragioni e le faremmo nostre; comprenderemmo di non essere gli unici ad avere il diritto di vivere e scegliere e costruire e migliorare la propria esistenza in un modo che è ben lontano dal rubare e dallo sfruttare la vita degli altri, ma pienamente responsabile del significato della vita e del diritto.

Il problema non è avere ragione o torto, ma esercitare concretamente i diritti che dobbiamo rispettare e volere che siano rispettati sin dalla nascita.  Tutti, infatti, hanno il diritto di vivere fin dalla nascita, ciò che manca è l’applicazione di quelle regole (che esistono sebbene si faccia finta di niente) che salvaguardano tutti, ovunque, per la semplice (ma profonda) ragione di essere nati.

Guardate queste immagini e le molte altre che si possono trovare. Non vedete la differenza? Non vedete quanto dovremmo vergognarci a causa della nostra indifferenza e dell’odio che non sono l’uno meglio dell’altro, ma il suo peggio? Provate a tuffarvi con loro… non voglio dire nel mare. Intendo nell’oceano nei loro occhi pieni di paura, sogni, speranze, incredulità, solitudine, abbandono. Non li vedete? Non sentite i loro perché? Guardate nei loro occhi e poi guardatevi attorno con i loro occhi. Che cosa riuscite a vedere?

Quando guardo immagini come queste, non riesco a sopportare la nostra presunzione di essere migliori degli altri. Non lo siamo. Noi siamo peggiori, perché nella sicurezza delle nostre certezze abbiamo dimenticato di guardare alle cose essenziali: chiedere a noi stessi il perché degli altri.

 

 

 

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