Mr Scrooge’s New Year

Mr Scrooge’s New Year… or THE Mr Scrooge of the New Year. I know it sounds blasphemous and that New Year and Mr Scrooge’s Christmas are two different issues. However, I feel to hate New Year as Mr Scrooge hated Christmas.

As a matter of fact, I hate New Year celebrations and not because I’m mean or greedy about feelings and emotions, indeed, because I give them a great importance. More than importance, I give feelings a great value.

I cannot avoid looking around me in the attempt to disguise a joy I don’t feel and an enthusiasm there is no reason for. Am I a party pooper? No, I don’t think so, neither I suppose that to hope for a better future could be silly. I hope too, be certain of this!

However, I believe that hope is not something to cultivate for the future, but for the present… that means that hope is active and not passive; it means that to celebrate for the best to come is to have started building it un the present time. What I see in the concrete situations around us walks very different routes.

No, I’m not pessimistic, indeed! What I claim for is not a firework which extinguishes its light and warm after being launched, I aspire to a warm and light fire that could overwhelm any kind of division to realize a probably quieter and less evident glittering in the sky, but certainly a deeper one in the heart and mind of everyone.

Yes, I hate the New Year celebrations, because they are more and more representing a sudden flash in our lives and mind, one whose light and warm disappear as soon as it has exploded, one that distracts from the other’s sorrow and from ours own as we could hide the tears, personal and common, in the disappearing lights of the night.

I hate the New Year celebrations because it seems we remain there to wait for something better to come while doing nothing because the change happens really and deeply in our deepest inside.

I wish everybody should discover the strength of an active and constructive hope, one whose limits and whose pains could feed the courage to fight for the human rights instead of swallowing us in the sad and deceiving prison of our own silent loneliness.

 

Il Nuovo Anno di Mr Scrooge… o IL Mr Scrooge del Nuovo Anno. So che sembra blasfemo e che il Nuovo Anno e il Natale di Mr Scrooge sono due argomento diversi. Comunque, io odio il Nuovo Anno come Mr Scrooge odiava il Natale.

Difatti, io odio le celebrazioni del Nuovo Anno, e non perché io sia avida o avara di sentimenti ed emozioni, anzi, conferisco loro una grande importanza. Più che importanza, conferisco ai sentimenti un grande valore.

Non posso, però, evitare di guardarmi attorno mentre simulo una gioia che non provo e un entusiasmo per cui non c’è ragione. Sono forse una guastafeste? No, non credo, e neanche pensi che sperare in futuro migliore si sciocco. Lo spero anch’io, siatene certi!

Comunque, io credo che la speranza non sia qualcosa da coltivare per il futuro, ma per il presente… il che significa che la speranza è attiva e non passiva; significa che festeggerà affinché accadano cose migliori significa averle cominciato a costruire nel presente. Ciò che vedo nella realtà che mi circonda percorre rotte molto diverse.

No, non sono pessimista, anzi! Ciò che reclamo non è un fuoco di artificio che estingua la sua luce e il suo calore dopo essere stato lanciato, aspiro a un fuoco caldo e luminoso che possa sorpassare ogni tipo di divisione per realizzare una luminosità forse meno calda ed evidente nel cielo, ma certamente una più profonda nel cuore e nella mente di ciascuno.

Sì, io odio i festeggiamenti del Nuovo Anno, perché rappresentano sempre di più un flash improvviso nella nostra vita e nel pensiero, uno la cui luce e il cui calore spariscono non appena essi esplodono, uno che distrae dai dispiaceri degli altri e dai propri come se si potessero nascondere le lacrime, personali e comuni, nelle mutevoli luci della notte.

Odio i festeggiamenti del Nuovo Anno perché sembra che restiamo lì ad aspettare che giunga qualcosa di migliore senza fare niente affinché il cambiamento avvenga davvero e profondamente nel più profondo di noi stessi.

Auguro che tutti possano scoprire la forza di una speranza attiva e costruttiva, una i cui limiti e i cui dolori possano nutrire il coraggio di combattere  per i diritti umani invece di ingurgitarci nella prigione triste e ingannevole della nostra solitaria solitudine.

 

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