Why Are We Hate Addict?

Hate is like a flame that burns everything without leaving nothing alive. Yet, it is contagious and produces addiction.

Why are we hate addict? Moreover, why love does not create the same addiction as well?

I suppose it is because loving is sacrificing, because it implies to make choices which sometimes could induce sufferance, and, eventually, because the one who loves is not immediately rewarded because of his/her love (and we shouldn’t look for such a reward) and is often really alone.

Hate infection are easier to manage. It does not imply a personal involvement, indeed, the more you believe or feel far from the object of the general hate, the more you think to be innocent and on the right side. It is not our fault, it depends on them, this is usually their justification.

Hate gives the impression to have the power over the others, while love seems to show you are completely absorbed by others’ lives. Hate seems to demonstrate how strong and brave you are, while love demonstrate how honest and loyal your presence is. Hate takes you always on the foreground, while love can make you even invisible.

Probably, many think that disengagement and visibility, sons of hate addiction, are the most comfortable way to give light to their presence in the world and time; they suspect hate is the less involving mean to cope with your own life as with the life of the others; perhaps, they even think not to be aware of themselves and of the limits of their knowledge of the others and that this knowledge could help them to gain awareness of the life and of the reason of our living. They are deeply wrong, but they don’t know or, if they do, they are unable to admit their dirty and ugly choice.

Love is a bridge which joins the differences and makes of them our resource to freedom. Love is the melodious voice of the sea waves that crashing against the strong rocks of the cliffs makes like it were one only sound the high and low of the elements meeting thanks to their difference and because they all have a story to tell.

Of course, as I said, to hate is easier (and I confirm this), however, to love is creation and not destruction, to love is the ability to realize the beautiful of your own uniqueness which embraces the other’s uniqueness and shows how respectable and honest you are.

Though to hate is easier, to love is greater; whatever the strength and the power of your engagement, love is the solution, while hate is nothing but your own persecution.

 

L’odio è come una fiamma che brucia ogni cosa senza lasciare nulla di vivo. Tuttavia, esso è contagioso e produce dipendenza.

Perché siamo dipendenti dall’odio? Inoltre, perché l’amore non produce la stessa dipendenza?

Penso che sia perché amare significhi sacrificarsi, perché implichi fare delle scelte che talvolta inducono sofferenza e, infine, perché chi ama non è mai immediatamente ricompensato per il suo amore (e non dovrebbe cercare tale ricompensa), ed è spesso molto solo.

Il contagio dell’odio è spesso più semplice da gestire. Esso non implica un coinvolgimento personale, anzi, più ci si  crede o ci si sente lontani dall’oggetto dell’odio generale, più si crede di essere innocenti e di essere dalla parte giusta. Non è colpa nostra, dipende da loro, questa è di solito la loro giustificazione.

L’odio dà l’impressione di avere potere sugli altri, mentre l’amore sembra mostrare che si è completamente assorbiti dalla vita degli altri. L’odio sembra dimostrare quanto si sia forti e coraggiosi,  mentre l’amore dimostra quanto onesta e leale sia la propria presenza. L’odio porta sempre in primo piano, mentre l’amore può rendere persino invisibili.

Probabilmente molti credono che il disimpegno e la visibilità, figli della dipendenza da odio, siano il modo più comodo per dare luce alla propria presenza nel mondo e nel tempo; sospettano che l’odio sia lo strumento meno coinvolgente con cui affrontare la propria vita e quella degli altri; forse, pensano persino di non essere consapevoli di se stessi e dei limiti della propria conoscenza degli altri e che questa conoscenza potrebbe aiutarli a rendersi conto della vita e delle ragioni per vivere. Questi, si sbagliano profondamente, ma non lo sanno o, se lo sanno, sono incapaci di ammettere le loro orribili scelte sbagliate.

L’amore è un ponte che unisce le differenze e che le rende una risorsa per la libertà. L’amore è la voce melodiosa delle onde del mare che sbattendo contro le rocce delle scogliere si uniscono e rendono come se fosse un solo suono gli alti e i bassi degli elementi che si incontrano grazie alle loro differenze e perché hanno tutti una storia da raccontare.

Certo, come ho detto, odiare è più facile (e lo confermo), in ogni caso, amare è creazione e non distruzione, amare è la capacità di comprendere la bellezza della propria unicità che abbraccia l’unicità dell’altro e mostra quanto si sia onesti e dignitosi.

Sebbene odiare sia più facile, amare è più grande;  qualsiasi la forza e il potere del proprio impegno, l’amore è la soluzione, mentre l’odio non è altro che la nostra stessa persecuzione.

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