In Praise of Differences

I don’t know anything about many subjects -Maths, Science, Cooking, Classic Music, Sport- but one issue I know very well: Humanity.

I know lots about humanity and I can discern its original meaning from the dangerous and negative use it has been done of this word in the sense of that kind of  pietism which puts one side over the other one increasing the distances instead of celebrating the differences.

There is no reason why some feel to be better or superior to the others only because the chance has made them be born in the richest side of the Earth. Neither there is one to explain why the color of the skin should determine the intelligence of an individual or the position of power he/she should occupy.

Of course, the differences exist, but I welcome them as an opportunity to develop, to give a new course to our own life, to enlarge the horizons and to give each of us the fulness of being alive.

Unfortunately, many invent outrageous meaning to differences, but I suspect their invention is nothing but a protection because of their nothingness and stupidity. Unfortunately, there are many who prefer to follow those stupid instead of confronting themselves with their own weakness and limitation.

Unfortunately, there are also those who use to implement this fear in order to obtain consent, it does not matter how far from politics the hate they suggest goes, what matters is to have an enemy to hate and believe responsible of the general discontent.

This is the way in which hate leaves the house of politics and reaches the daily life of every common person who has no more an habit to a free choice decided with sense and concern of the reality.

This is the way in which during a soccer match, people can pay their tribute to hate and discrimination and forget the reason of their being into the stadium, which is not to hate and incite hate, but that is assisting to a play.

When hate and discrimination become viral in such a way, the others, those who don’t accept this behavior, should react, should declare their distance from discrimination and scream their support to the offended one. No game is worth playing if one of the players is offended because of racial discrimination. No one should continue to play, but they should feel over their shoulder the weight of such an horrible offense.

 

Non conosco niente riguardo ad alcune materie -Matematica, Scienze, Cucina, Musica classica, Sport- ma un argomento lo conosco molto bene: Umanità.

So molte cose dell’umanità e sono in grado di discernere il suo significato originario dall’uso pericoloso e negativo che è stato fatto di questa parola nel senso di quel tipo di pietismo che pone una parte al di sopra dell’altra aumentando le distanze invece di celebrare le differenze.

Non c’è nessun motivo per cui alcuni si sentano superiori o migliori agli altri solo perché il caso li ha fatti nascere nella parte più ricca della Terra. Né ce n’è uno per spiegare perché il colore della pelle dovrebbe determinare l’intelligenza di un individuo o la posizione di potere che dovrebbe occupare.

 Certo, le differenze esistono, ma io le accolgo come un’opportunità per crescere, per dare un nuovo corso alla propria vita, per allargare gli orizzonti e dare a ciascuno la pienezza dell’essere vivi.

Sfortunatamente, molti inventano un significato oltraggioso alle differenze, ma io sospetto che la loro invenzione non sia altro che una protezione a causa della propria nullità e stupidità. Sfortunatamente, ci sono molti che sono soliti accrescere questa paura con lo scopo di ottenere consenso, non importa quanto lontano dalla politica vada l’odio che suggeriscono, ciò che conta è avere un nemico da odiare e credere responsabile dello scontento generale.

È così che l’odio lascia le aule in cui si fa politica e raggiunge la vita quotidiana di ogni persona comune che non è più abituata  alla scelta libera decisa con senso e interesse per la realtà.

È così che durante una partita di calcio, le persone possono inneggiare all’odio e alla discriminazione dimenticando il motivo per cui si trovano allo stadio che non è odiare e sobillare, ma assistere a un gioco.

Quando l’odio e la discriminazione diventano virali a tale punto, gli altri, quelli che non accettano questo comportamento, dovrebbero reagire, dovrebbero dichiarare la propria distanza dalla discriminazione e urlare il proprio sostegno alla persona offesa. Nessun gioco è degno di essere giocato se uno dei giocatori è offeso per ragioni razziali. Nessuno dovrebbe continuare a giocare, ma tutti dovrebbero sentire sulle proprie spade il peso di una tale orribile offesa.

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