Words

Language is never a passive instrument, it always celebrates or denigrates someone or something; it is the most immediate mean of communication when expressed through words, but there are other languages sometimes more meaningful and honest than the words: the not-verbal language, the language which cannot hide behind false and flattering words the real feelings and emotions one feels. Even the silence is somewhat more communicative than the empty redounding words.

When I’ve started studying the body language, for example, I discovered the lots we don’t suppose to say but we do; when I studied the language of the signs I could feel emotions that certain words cannot transmit because it is like dancing with life and sense, it is a way to tell words and feeling at the same time.

Of course, my most used language is made up of words, the words I can speak and above all those I can write. However, when I write or speak, my main effort is to respect the principle of authenticity and honesty. I try to use my words in a way that they can be loyal to the person I’m speaking of and to her life. I respect my own words.

Words are important, more important is their meaning and the print they leave in the life of the others. It is not only that words are like stones, as the proverb says, it is more than this.

Words are stones, boomerangs, arrows, but also a soft cloud of padding where we hide our real feelings justifying ourselves because of the fear to tell the truth. Words are dangerous enemies we use without the feeling of the other and they are also the bad fruit of our discontent when we employ them to punish the others because of not their own guilts.

Words are responsibilities and we should never pronounce them without caring of what we are saying and to whom we are addressing. Because words can be changed from good to evil according to the personal interest, we should never betray those principles I’ve put at the focus of every word I use: authenticity and honesty.

I listen so many useless words, so many people using meaningless words in order to answer to their thirst for power, using them as the propaganda to their infamous interests, that I’m afraid there will come a time when we won’t be anymore able to discern the good from the evil, the right from the wrong, the authentic from the false, the honest from the criminal.

This is the right moment to learn to listen and discern, to learn to speak and give a meaning to our choices and to our sense.

 

Il linguaggio non è mai uno strumento passivo, esso sempre celebra o denigra qualcosa o qualcuno; è lo strumento di comunicazione più immediato quando si esprime attraverso le parole, ma ci sono altri linguaggi talvolta più significativi e onesti delle parole: il linguaggio non-verbale, il linguaggio che non può nascondere dietro parole false e di adulazione i sentimenti veri e le emozioni che si provano. Persino il silenzio è in qualche modo più comunicativo delle parole vuote e ridondanti.

Quando ho cominciato a studiare il linguaggio del corpo, per esempio, ho scoperto le tante cose che supponiamo di non dire ma diciamo; quando ho studiato il linguaggio dei segni ho provato delle emozioni che le parole non possono trasmettere perché è come danzare con la vita e il senso, è un modo per dire nello stesso momento parole e sentimenti.

Naturalmente, il mio linguaggio più usato è fatto di parole, le parole che pronuncio e, soprattutto, quelle che scrivo. Comunque, quando parlo o scrivo, il mio sforzo è di rispettare il principio di autenticità e onestà. Cerco di usare le mie parole in modo che esse possano essere leali con la persona di cui parlo e con la sua vita. Rispetto le mie stesse parole.

Le parole sono importanti, più importante è il loro significato e l’impronta che lasciano nella vita degli altri. Non è solo che le parole sono pietre, come dice il proverbio, è più di questo.

Le parole sono pietre, boomerang, frecce, ma anche la morbida nuvola di ovatta dove nascondiamo i nostri veri sentimenti giustificandoci con la paura di dire la verità. Le parole sono pericolosi nemici che usiamo senza il sentimento dell’altro e sono anche il cattivo frutto del nostro scontento quando le impieghiamo per punire gli altri per colpe non loro.

Le parole sono responsabilità e non dovremmo mai pronunciarle senza avere cura di ciò che stiamo dicendo e delle persone cui ci stiamo rivolgendo. Poiché le parole possono trasformarsi dal bene al male secondo gli interessi personali, non dovremmo mai tradire quei principi che ho messo al centro di ogni parola che uso: autenticità e onestà.

Sento così tante parole inutili, così tante persone che usano parole insignificanti allo scopo di rispondere alla propria sete di potere, usandole per fare propaganda ai propri interessi infami, che ho paura che arriverà un tempo in cui non saremo più in grado di discernere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è autentico da ciò che è falso, ciò che è onesto da ciò che è criminale. 

Questo è il momento giusto per imparare ad ascoltare e discernere, per imparare a parlare e a dare un significato alle nostre scelte e al nostro senso.

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