Mood of Fear

It is unavoidable, the atmosphere which surrounds us is not of the most pleasant, a feeling of fear is everywhere.

We fear the dangers, whatever they are; we fear the suffering, whatever its kind; we fear the neighbor as well as the people far from us; we fear instability as well as we fear balance because in any case we have to put on the table who we are and what we want. We don’t say, but we also fear ourselves besides to be scared by the others.

The time we are living is a time of disconnections. Yes, disconnections! The more we are connected, the more we are disconnected and it is not a paradox. Because of fear, many relegate their lives into an inside which more than protecting them becomes a prison, however they feel to be free because of the contacts the net offers apparently at no cost. But there is a cost: becoming disconnected with ourselves! Others, for the same reason, become aggressive because, as someone say, it is better attack than undergo! 

What a fertile soil is left to those who use our innocent fear and change it into an obstacle to life. They increase this kind of fears, they use and abuse of our feelings in order to proclaim a supremacy of strength which makes us believe we are protected, but, eventually, it shows to be the worst of the aggressions: the attack to our discernment and choices.

There is no doubt that many are the dangers we are meeting, but it is also evident that plenty of these depend on our inability to give life a chance, a different chance, alternative, an opportunity to return to the dialogue that has fully been substituted by unpleasant and aggressive monologue.

Sometimes, our fears become our true enemy, because they confound our understanding and close us in our silent and defensive loneliness. What should we do? Start again to think with our mind, give up to believe that protecting is the right mean to reach peace, stop closing into ourselves our discontent and open our eyes so to realize that our being in a mood of fear is somewhat convenient to those who don’t want to save other than themselves and their thirst for power.

The mood of fear closes to every new experience, prevents from confronting and rejects any human sharing.  It is better to choose relationships than dying alone in a desperate fear.

 

È inevitabile, l’atmosfera che ci circonda non è delle più piacevoli, una sensazione di paura è ovunque.

Temiamo i pericoli, qualsiasi essi siano; temiamo il dolore, di qualsiasi tipo; temiamo i vicini come anche le persone che ci sono lontane; abbiamo paura dell’instabilità come anche dell’equilibrio poiché in ogni caso dobbiamo mettere in gioco chi siamo e che cosa vogliamo. Non lo diciamo, ma abbiamo paura anche di noi stessi oltre che essere spaventati dagli altri.

L’epoca che viviamo è un’epoca di disconnessioni. Sì, disconnessioni! Più siamo connessi, più siamo disconnessi, e non è un paradosso. A causa della paura, molti si relegano in un dentro che più che proteggerli diventa una prigione, per quanto credano di essere liberi a causa dei contatti che la rete offre apparentemente a nessun costo. Ma un costo esiste: diventare disconnessi con se stessi. Altri, per le stesse ragioni, diventano aggressivi perché, come dice qualcuno, è meglio aggredire che subire!

Che terreno fertile è lasciato quelli che usano la nostra paura innocente e la trasformano in un ostacolo alla vita. Essi accrescono le nostre paure, usano e abusano dei nostri sentimenti allo scopo di proclamare una supremazia della forza che ci fa credere di essere protetti, ma che, alla fine, si rivela la peggiore delle aggressioni: un attacco al nostro discernimento e alle nostre scelte.

Non c’è dubbio alcuno che siano molti i pericoli che si incontrano, ma è anche evidente che la maggior parte di questi dipende dalla nostra incapacità di dare alla vita una possibilità, una possibilità differente, alternativa, un’opportunità di ritornare al dialogo che è stato completamente sostituito da monologhi spiacevoli e aggressivi.

Qualche volta, le nostre paure diventano i nostri veri nemici, perché confondono la nostra comprensione e ci chiudono in una silenziosa e sempre in difesa solitudine. Che cosa dovremmo fare? Ricominciare a pensare con la nostra testa, smettere di credere che proteggersi sia lo strumento giusto per raggiungere la pace, smetter di chiudere dentro di noi il nostro scontento e aprire gli occhi in mod da comprendere che il nostro essere in umore di paura è in qualche modo conveniente per quelli che non vogliono salvare altro che se stessi e la propria sete di potere.

Il clima di paura chiude a ogni esperienza nuova, impedisce che ci si confronti e rifiuta la condivisione tra gli esseri umani.  È meglio scegliere le relazioni che morire da soli in una paura disperata.

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