Antonio Megalizzi: I didn’t know anything about you, but now I miss you.

It is really absurd! Before the violence swallowed you, I didn’t know anything about you. I didn’t know that a young man like those I have always wished to exist to give a hope to the strange path our daily life is stepping, existed. I didn’t know that you, like many others whose names remain in the silence, were actually doing what is to be done: meet, know, confront, unite.

I didn’t know anything of you till your death. Till the news and the people started to speak about you as a victim of the terroristic  attack in Strasburg, I didn’t know that you were a hero of your daily life, a person who wanted to unite and not divide, a young man who worked with the simple strength and power of the innocent to give a voice to the youth’s need of a meaning, and who courageously fought to explain the value and importance of a United Europe, united in the facts as in the needs, united to dissolve the fear of wars, of course, but above all united to give a chance to every person to be free and meaningful.

I have listened to some of your interventions when you spoke about Europe and its importance. If I close my eyes I can even imagine to listen to the voices of the father founders who wished to join in a unique people whose opportunity of life could be improved thanks to the opening of the frontiers and to the positive relationships despite the cultural differences. Your dream is my dream, yet I didn’t know anything about you.

You are only one of the fragile victims, but it is not being a victim which makes of you an hero, rather your being free to face any difficulty to speak without the presumption of teaching about a possible world.

The case has decided you were there, but you were not there because of the case. You were there to understand, to record the spirit of the European Commission and to make your part as a leader of human sharing and sense. You, who didn’t want division, you who didn’t want to discriminate, you who didn’t want  the human interest were wasted in economic calculations with no care for the person, you have become a victim. A lesson to be learnt!

I dint’t know anything about you, but now I know that you existed and will still exist in the action of those who haven’t lost their faith in human beings, whatever the case decides for us. I feel sorrow for your family, fiancé, friends. I’m sorry for those like me, who haven’t met the fragrance of your research. I’m sorry because I think to your interrupted life as to an interruption of a work which was essential for us all. I’m sorry, but I know that your spirit and essence will bloom and flourish and inspire many youth and many of my age to walk your route and sail your course.

I didn’t know anything about you, but now I miss you.

 

È veramente assurdo! Prima che la violenza ti ingoiasse, non sapevo niente di te. Non sapevo che un giovane come quelli che avevo sempre sperato esistessero per dare una speranza a questo strano sentiero che ha intrapreso la nostra vita, esistesse davvero. Non sapevo che tu, come molti altri i cui nomi restano nel silenzio, stessero davvero facendo che si deve fare: incontrare, conoscere, confrontarsi, unire.

Non sapevo niente di te fino alla tua morte. Fino a che i notiziari e le persone hanno cominciato a parlare di te come vittima dell’attentato terroristico a Strasburgo, non sapevo che tu fossi un eroe del tuo quotidiano, una persona che voleva unire e non dividere, un giovane uomo che lottava con la semplice forza degli innocenti per dare voce al bisogno dei giovani di un significato, e che coraggiosamente lottava per spiegare il valore e l’importanza di un’Europa Unita, unita nei fatti e nei bisogni, unita per dissolvere la paura delle guerre, certo, ma soprattutto unita per dare una possibilità a ciascuna persona affinché fosse libera e avesse un significato.

Ho ascoltato alcuni dei tuoi interventi quando parlavi di Europa e della sua importanza. Se chiudo gli occhi posso persino immaginare di ascoltare la voce dei padri fondatori che desideravano unirsi in un unico popolo le cui opportunità di vita potessero essere migliorate grazie all’apertura delle frontiere e alle relazioni positive nonostante le differenze culturali. Il tuo sogno è il mio sogno, eppure io non sapevo niente di te.

Tu sei solo una delle fragili vittime, ma non è l’essere una vittima che fa di te un eroe, piuttosto il tuo essere libero di affrontare qualsiasi difficoltà pur di parlare di un mondo possibile senza la presunzione di insegnare.

Il caso ha deciso che tu fossi lì, ma tu non eri lì per caso. Eri lì per capire, per registrare lo spirito della Commissione Europea e per fare la tua parte come leader della condivisione umana e del senso. Tu, che non volevi divisioni, tu, che non volevi discriminare, tu, che non volevi che l’interesse per gli esseri umani fosse sprecato in calcoli economici senza cura alcuna per la persona, tu sei diventato una vittima. Una lezione da imparare!

Non sapevo nulla di te, ma ora so che esistevi e che esisterai ancora nell’azione di quelli che non hanno perso fiducia negli esseri umani, qualsiasi cosa. il caso decida per loro. Mi dispiace per la tua famiglia, la fidanzata, gli amici. Mi dispiace per quelli come me, che non avevano incontrato la fragranza della tua ricerca. Mi dispiace perché penso alla tua vita interrotta come all’interruzione di un’opera essenziale per tutti. Mi dispiace, ma so che il tuo spirito e la tua essenza germoglierà e fiorirà e ispirerà molti giovani e molte persone della mia età a percorrere la tua rotta e a veleggiare lungo il tuo percorso.

Non sapevo nulla di te, ma ora mi manchi.

 

La foto è presa dal web.

 

4 pensieri su “Antonio Megalizzi: I didn’t know anything about you, but now I miss you.

  1. Sì, sebbene penso che basti attacco terroristico. Non è un articolo inteso in senso giornalistico questo, ma solo una riflessione sul vuoto che persone di cui non sappiamo niente possono lasciare quando sono impegnate in cose serie e con passione.

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