Shadows in the Silent Nothingness

Sometimes you feel to be like a shadow. A shadow when the sun is right up to you and you are not projected on the cold path of your walking. You are there, you exist, but none can see you or even want to imagine your presence because you are not there to scream with a voice you don’t have or the others don’t want to listen to.

Such is the life when you try to give it a course which is the fruit of meditations and meetings and not the sterile presumption of individualism. Yet, your shadow, despite its freedom is never really free, because it depends on the eyes of those who can perceive your being, above all because you are never violent but gentle, never invasive but present, never exclusive but involving.

Sometimes, on the contrary, your shadow is the company of the solitary people who look for a meaning in the silent and quite obscure universe where they walk their steps. This is the time when you feel to have a voice and it is the one the others can listen into their heart and find peace and recover from the deliberate chaos in which they usually lose feelings and motivations.

There are then the desolate and abandoned shadows forgotten by the most. These keep on living and screaming and trying till their last breath to be listened and considered and loved.

The most awful of all the shadows are those many close in themselves showing only an aspect of their personality, the one which seems to be the most useful in every particular situation, but then they explode with violence when no utility can be taken from someone or something. These are the worst, these are those that contribute to dive deep the deprivation of sense and meaning of every human being, these are those that make you unworthy of living, these are those that made the other shadows to become shadow of their shadow.

I walk gently along my way, I respect the shadows and try to make their light shine, to hear their voices, to be next to them while silently they are often obliged to suffer and die. There are shadows whose words and light are better than the lights we usually see showing their exhibition, these are the ones I love, these are those whose voice I try to be.

 

A volte ci si sente come se si fosse ombre. Una di quelle ombre di quando il sole è proprio sulla testa e non si può essere proiettati sul freddo sentiero del proprio cammino. Ci sei, esisti, ma nessuno riesce a vederti o neanche vuole immaginare la tua presenza perché tu non sei lì a urlare con una voce che non hai o che gli altri non vogliono ascoltare.

Così è la vita quando provi a darle un corso che è frutto di meditazioni e incontri e non della sterile presunzione dell’individualismo. Eppure, la tua ombra, nonostante la sua libertà non è mai completamente libera, poiché dipende dallo sguardo di chi riesce a percepire il tuo essere, soprattutto perché tu non sei mai violento ma gentile, mai invadente ma presente, mai esclusivo ma coinvolgente.

A volte, al contrario, la tua ombra è la compagnia dei solitari che cercano un significato nel quasi oscuro e silenzioso universo nel quale percorrono i propri passi. Questo è il momento in cui senti di avere una voce ed è quella che l’altro riesce a sentire nel proprio cuore e trovare pace e ristoro dal caos deliberato nel quale di solito persone i sentimenti e le emozioni.

Ci sono poi le ombre desolate e abbandonate dimenticate dai più. Queste continuano a vivere e a urlare cercando fino all’ultimo respiro di essere ascoltate e considerate e amate.

Le più orribili di tutte le ombre sono quelle che molti chiudono dentro di sé mostrando solo un aspetto della loro personalità, sono quelle che sembrano essere le più utili in qualsiasi circostanza, ma poi esplodono con violenza quando non si può trarre vantaggio da niente e da nessuno. Queste sono le peggiori, queste sono quelle che contribuiscono a scavare nel profondo la privazione del senso e del significato di ogni essere umano, queste sono quelle che rendono indegni di vivere, queste sono quelle che fanno diventare le altre ombre l’ombra della loro ombra.

Proseguo gentilmente per il mio cammino, rispetto le ombre e cerco di fare splendere la loro luce, di ascoltare la loro voce, di restare loro accanto mentre sono costrette a soffrire in silenzio e morire. Ci sono ombre le cui parole e la cui luce è migliore delle luci che usualmente vediamo esibirsi, queste sono quelle che amo, queste sono quelle di cui cerco di essere voce.

 

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