There is a story written on my skin

There is a story written on my skin. It doesn’t matter who has lived it or not, however it is written on my skin and deep in my heart because your story is my story and I can’t avoid living it, it is written on my skin too. It’s up to me deciding which side to be with.

It is a story of sacrifices, solitude, discrimination and violence, the one you have suffered, it’s true, but it is written on my skin too because I did nothing to stop the physical and moral wounds your entire being and not only your body have been submitted to because of my silence and indifference.

Either a victim or an oppressor, this story is mine too and I can do nothing to escape from my own responsibility. As a victim my responsibility is not to stop my fight for freedom, as an oppressor my responsibility is to calm down my thirst and hunger of other’s flesh and bones, that is of their sufferings.

As an oppressor I don’t need the other’s death to accomplish my human duty neither to become great, as a victim I don’t deserve that sort of treatment that reduces me to the useless nothing they want but I am not.

There is a declaration, the Universal Declaration of Human Rights, which contains and answers all the sort of possible issues we could cope with in this wrongly and misunderstood globalized world. How many do really know it? How many are really willing to embody it and live according to those rules, simple and deep, which can really give a meaning and respect to every human being without any form of discrimination? Why this Declaration is not considered and respected? Why is it forgot on purpose?

There is only one answer to all of these and many more questions: individualism. An individualistic society doesn’t care about the group or the groups, it doesn’t care of humanity considering this a superfluous and silly invention. The individualistic society considers only the individual interests which never coincide with those of the community because they are woven on the supremacy of one over the others, though each one a part of a group.human-rights-day_650x341_71512890660

We have no more time to lose! Look around yourself! Is what you see the answer to what you really need or is it the cover to hide your unmotivated fears?

70 years of forgotten rules are too many, but we are still in time to embody those words, to live them in our daily life and let them grow and unite peoples. Let’s try it!

 

C’è una storia scritta sulla mia pelle. Non importa chi l’abbia o meno vissuta, comunque è scritta sulla mia pelle e in profondo nel mio cuore perché la tua storia è la mia storia e non posso evitare di viverla, essa è scritta anche sulla mia pelle. Sta a me decidere da che parte stare.

È una storia di sacrifici, solitudine, discriminazione e violenza quella che hai sofferto, è vero, ma essa è scritta anche sulla mia pelle perché non ho fatto nulla per fermare le ferite fisiche e morali cui tutto il tuo essere e non solo il tuo corpo sono stati sottomessi a causa del mio silenzio e della mia indifferenza.

O vittima o oppressore, questa storia è anche la mia e non posso fare nulla per sfuggire alle mie responsabilità. Da vittima la mia responsabilità è non smettere di lottare per la libertà, come oppressore la mia responsabilità è placare la mia sete e fame della carne e del sangue degli altri, cioè della loro sofferenza.

Come oppressore non ho bisogno della morte degli altri per compiere il mio dovere umano né per divenire grande, come vittima non merito quel tipo di trattamento che mi riduce a un inutile nulla che vogliono per me ma che io non sono.

C’è una dichiarazione, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che contiene e risponde a tutti i possibili tipi di problemi con cui potremmo avere a che fare in questo  erroneamente a mal inteso mondo globalizzato. Quanti lo sanno? Quanti vogliono davvero incarnarla e vivere secondo quelle regole, semplici e profonde, che davvero possono dare significato e rispetto a ogni essere umano senza nessuna forma di discriminazione? Perché questa Dichiarazione non è considerata né rispettata? Perché è volontariamente dimenticata?

C’è una sola risposta a tutte queste domande e a molte altre: individualismo. Una società individualista non ha cura del gruppo o dei gruppi, non si preoccupa dell’umanità considerandola un’invenzione sciocca e superflua. La società individualista considera solo gli interessi individuali che non coincidono mai con quelli di una comunità poiché sono tessuti sulla supremazia di uno sugli altri, sebbene ciascuno parte di un gruppo.

No abbiamo più tempo da perdere! Guardatevi attorno! Quello che vedete è davvero la risposta a quello di cui avete bisogno o è la copertura per nascondere le proprie immotivate paure?

70 anni di regole dimenticate sono troppi, ma siamo ancora in tempo per incarnare quelle parole, per sceglierle e viverle nel nostro quotidiano lasciando che crescano e uniscano i popoli profondamente. Proviamoci!

 

 

 

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