When writing calls

It is a strange thing sometimes to see the world in words. I know I’m staring at real people and places and lives, but I can read more than it is shown. I can perceive what the appearance doesn’t say and I can see this in words.

I mean… I’m not mad, I don’t see the letters of the alphabet, of course, but I can give a voice to the never-told through the words I would use to tell it if people had the courage and the strength to reveal themselves in their complete sincerity.

I like to observe and listen, I don’t speak too much, actually, but when writing calls, all the words and thoughts take their shape and give their interpretation and translation of life and sense, my own life and sense as the other’s.

When writing calls, my words become like the petals of a flower which preserve their beauty also when have fallen from its corolla and stem. Those petals seem different according to their color and shape, but they all protect their smoothness and scent until the dryness of the time gives them a new story to be told.

When writing calls, there are two main rules I always respect: honesty and dignity. Honesty and dignity in the narration because it has to be loyal and respectful of people and times.

When writing calls it is sometimes also painful, because you don’t know where the story you are telling will lead you. I don’t mean in reference to the end of the story, because I usually know how the story finishes though I still have to find the right words and times and episodes and events to tell it; I mean how far that story you are witnessing will lead you inside yourself, because every story has implications on your own living.

After you have told your story, that is the story of someone whose voice has been told to you, nothing can be as before. Consequently, your feelings and sometimes even your expectations change because they have been modified by the meeting with your narration.

When writing calls, if you want to be the worth guardian of the story you received, you should be willing to make as yours the other’s concern and to share the life which is offering itself to you with the best care you should keep, as you were the guardian of that delicate flower which is going to bloom into your life and words.

 

Talvolta è strano vedere il mondo in parole. So di guardare persone e vite e luoghi reali, ma riesco a vedere più di quello che sia mostrato. Riesco a percepire quello che l’apparenza non dice e riesco a vederlo in parole.

Cioè, non sono matta… Non vedo le lettere dell’alfabeto, ovviamente, ma riesco a dare voce alle cose non dette attraverso le parole che userei se le persone avessero il coraggio e la forza di rivelare se stesse in completa sincerità.

Mi piace osservare e ascoltare, non parlo molto in verità, ma quando la scrittura chiama, tutte le parole e pensieri prendono forma e danno la loro interpretazione e traduzione della vita e del senso, la mia vita e il senso come quello degli altri.

Quando la scrittura chiama, le mie parole diventano come i petali di un fiore che conservano la loro bellezza anche quando sono caduti dalla corolla e dallo stelo. Quei petali sembrano diversi a secondo del colore e della forma, ma conservano tutti l’aroma e la morbidezza fino a quando l’aridità del tempo non darà loro una nuova storia da raccontare.

Quando la scrittura chiama, ci sono due regole principali che rispetto sempre: onestà e dignità. Onestà e dignità nella narrazione affinché essa sia fedele e rispettosa delle persone e dei tempi.

Quando la scrittura chiama talvolta è anche doloroso, perché non sai dove ti condurrà la storia che stai narrando. Non intendo la fine della storia, poiché di solito so come finisce la storia, sebbene io debba ancora trovare le parole giuste e i tempi e gli eventi e gli episodi per raccontarla; intendo, quanto lontano in te stesso ti condurrà quella storia che stai narrando, perché ogni storia ha conseguenze sulla propria vita.

Dopo aver raccontato una storia, cioè la storia di qualcuno la cui voce ti si è rivelata, nulla può essere come prima. Di conseguenza, i tuoi sentimenti e talvolta persino le tue attese cambiano perché sono state modificate dall’incontro con la tua narrazione.

Quando la scrittura chiama, se vuoi essere il custode degno della storia che hai ricevuto, dovresti disporti a sentire come tue le preoccupazioni dell’altro e condividere la vita che ti si sta offrendo con load maggior cura che puoi avere, come se tu fossi il custode di quel fiore delicato che sboccerà tra le tue mani e le tue parole.

 

 

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