Without Screaming

In a world of people screaming as eternally amplified by their hidden microphones, living without screaming is more assertive and sincere.

Which is the reason of your screaming? To be listened, you could answer, but probably it would be false. People often scream not to let the others hear them, but because they don’t want to listen to the others. They live in a world where the only human being seems to be themselves, they live for themselves, they move, act and speak for themselves, they enjoying listening to their voice louder and louder. What they say and whom are they speaking to remains a mystery they are the first not wishing to resolve.

The right lesson of a good speech is not speaking in itself, but listening. Listening to our interior voice as well as to the exigencies of you listeners. Yes, listening to your voice speaking as well as to the voices of those who are listening to you. Listening to your thought and being willing to share it and confront without it has to prevail, but just to listen to each other’s meaning and feeling.

We have an erroneous idea of communication; as a matter of fact, we suppose that to reduce the others to silence is the main result of a speech and in order to obtain this silence we scream as what is screamed were more important and meaningful than the words we pronounce with delicacy and respect. We are wrong, it’s a great mistake the one we live if the aim of our words is to impose silence, it doesn’t matter how great the acceptance and how deep the listening.

On the contrary, the more you dispose yourself to listen while speaking, the more effective your speech will be and certainly the sense of your words will leave important seeds to be nurtured.

When you scream to be listened and earn consent, you are only imposing ideas which people don’t share unless they are disposing themselves to exploit you for one reason of the other, or probably because they fear your power, but it is difficult to believe in someone truly if there is no trust and confidence to foster their consent with.

If you really have something to say, stop screaming and just live, be the witness of your belief, don’t waste your opportunity to say something just opening your mouth and split words with no honesty and dignity.

 

In un mondo di persone che urlano come se fossero eternamente amplificate dai loro microfoni nascosti, vivere senza urlare è più assertivo e sincero.

Qual è la ragione di tanto urlare? Essere ascoltati, si potrebbe rispondere, ma probabilmente sarebbe falso. Spesso le persone urlano non perché gli altri le ascoltino, ma perché loro non vogliono ascoltare gli altri. Questi vivono in un mondo in cui sembra che gli unici esseri umani siano loro stessi, vivono per se stessi, si muovono, agiscono e parlano per se stessi, si divertono ad ascoltare la propria voce sempre più alta. Ciò che dicono e a chi stanno parlando rimane un mistero che sono i primi a non desiderare risolvere.

La lezione giusta di un buon discorso non è il parlare in se stesso, ma l’ascoltare. Ascoltare la propria voce interiore come le esigenze degli ascoltatori. Sì, ascoltare la propria voce che parla come le voci di quelli che stanno ascoltando. Ascoltare il propio pensiero ed essere disposti a condividerlo e confrontarlo senza che esso debba prevalere, ma ascoltare il significato e i sentimenti propri e degli altri.

Abbiamo un’idea errata della comunicazione; infatti, supponiamo che ridurre gli altri al silenzio sia il risultato principale di un discorso e per ottenere questo silenzio urliamo come se ciò che è urlato fosse più importante e significativo delle parole che pronunciamo con delicatezza e rispetto. Ci sbagliamo, è un grave errore quello in cui cadiamo se lo scopo delle nostre parole è imporre il silenzio , non importa quanto siano accettate e ascoltate profondamente.

Al contrario, più ci si dispone all’ascolta quando si parla, più efficace è il proprio discorso e di certo il senso delle proprie parole lascerà importanti semi da crescere.

Quando si urla per essere ascoltati e guadagnare consenso, si sta solo imponendo idee che le persone non condividono a meno che siano dispose a sfruttare per una ragione o per l’altra, o forse perché temono il vostro potere, ma è difficile credere davvero in qualcuno se non c’è fiducia e affidamento con cui nutrire il proprio consenso.

Se si ha davvero qualcosa da dire, smettetela di urlare e vivete, siate i testimoni di ciò in cui credete, non sprecate la vostra opportunità di dire qualcosa aprendo la bocca e sputando fuori parole prive di onestà e dignità.

 

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