Choices

There are CHOICES and choices, however they are choices and give each of us the clear perception of the person we are relating to. None can criticize a choice, though we are free not to share it and as long as that particular choice does not interfere with a wider choice each person should do which is the choice for humanity.

I can, indeed, criticize and fight the principal or the pseudo principal idea which a person put at the origin of the choice; that is, I can put in discussion the individual interests hidden behind a choice instead of another, because what is important is not the individual but the community. Of course, I’m speaking about those choices which have consequences in the whole system of relationships among the people.

Rarely, however, people pay attention to this sort of consideration and respect both for the free choices respectful of the others and for those which should be private but end in everybody’s lips.

If a person decides to be a volunteer, for example but not at random, why should we decide a posteriori where it was better to practice it at home or nearby rather than in other countries and other kinds of sufferings? Who are we to enter such a personal choice above all when our speech increases when something wrong happens to that particular person while it is silent and indifferent when we don’t consent such problems to become part of our lives?

The fact is that people, nowadays, love to chat (worse than talk) about everything that seems to be a MUST of discussion because the News have given some information (as it is right to be). Immediately we all become experts of that subject, though we don’t even know exactly where on the map the place of the event is.

We are not interested to the life of the others, but to speak of it. Imagine how much we are to their choices, unless they concentrate for a certain period the focus of the attention! We are ready to judge and some are even the worst of the judges because they affirm that what has happened was something that could be avoided if that person would have remained where she was born instead of being interested to life of the others… of course, the usual division between WE and the OTHERS.

How great their presumption to know everything though they don’t! How small and narrow their vision of the world! How egoistic and individualistic the presumption of being in better conditions! How immense the incoherence of those who perceive their ignorance as a certainty!

 

Ci sono SCELTE e scelte, in ogni caso si tratta di scelte e ci danno la chiara percezione della persona con cui ci relazioniamo. Nessuno può criticare una scelta, sebbene siamo liberi di non condividerla e fino a quando quella particolare scelta non interferisca con una scelta più grande che ciascuna persona dovrebbe fare e che è la scelta per l’umanità.

Si può invece criticare e combattere l’idea principale o pseudo principale che una persona mette all’origine di una scelta; cioè si possono mettere in discussione gli interessi personali che si nascondono dietro una scelta invece che un’altra, perché ciò che conta non è l’individuo ma la comunità. Naturalmente parlo di quelle scelte che hanno conseguenze nell’intero sistema di relazione tra le persone.

Raramente, comunque, si presta attenzione a questo tipo di considerazione e rispetto sia per le scelte libere che rispettano gli altri e per quelle che dovrebbero essere private ma finiscono sulla bocca di tutti.

Se una persona decide di fare del volontariato, per esempio ma non a caso, perché dovremmo essere noi a decidere a posteriori dove sia meglio praticarlo se a casa o lì vicino invece che in altri paesi con un tipo di sofferenza diversa? Chi siamo noi per entrare in una scelta così personale, soprattutto quando il nostro discorso si accende quando qualcosa di sbagliato accade a quella particolare persona mentre rimane silenzioso e indifferente quando non permettiamo che tali problemi diventino parte della nostra vita? 

Il fatto è che molte persone, oggi, amano chiacchierare (peggio che parlare) su ogni cosa che sembra essere un MUST perché i giornali danno delle notizie (come è giusto che sia). Tutti immediatamente si diventa esperti di quell’argomento, sebbene neanche sappiamo dove si trovi esattamente sulla mappa il luogo dove è occorso l’evento.

Non siamo interessati alla vita degli altri, ma a parlarne. Immaginate quanto ci interessino le scelte, a meno che esse non attraggano per un po’ l’attenzione! Siamo pronti a giudicare e alcuni sono persino i peggiori tra i giudici quando affermano che ciò che è accaduto poteva essere evitato se quella persona fosse rimasta dove è nata invece di interessarsi alla vita degli altri… già, il solito NOI e gli ALTRI.

Quanto è grande la loro presunzione di conoscere ogni cosa sebbene non sia così! Quanto piccola e ristretta la loro visione del mondo! Quando egoista ed individualista la convinzione di trovarsi in condizioni migliori! Quanto immensa l’incoerenza di quelli che percepiscono la propria ignoranza come una certezza!

 

 

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