Toni Morrison: The Origin of the Others

Reading a novel written by Toni Morrison has always been for me a precious gift. A gift not a present, because reading her stories I have perceived the feeling of life, of real life, the different feelings which animate the writer, but also her research to understand and make us understand what we refuse to know and accept: our fears of the difference closes us in isolation far from the so proclaimed globalization in theory which has changed in a stereotyped standardization  and homologation to everything but not to life.

This book, The Origin of Others, answers to many of my questions about the presumed differences which could become, indeed, opportunity to knowledge, and she does by using an instrument which I really love and which she, Toni Morrison, dominates with competence and intelligence: literature.Unknown

Science has already given its answer about the inexistent races we appeal to discriminate the others; it is simple, races do not exist and the discrimination we operate is the fruit of our own imagination and inability to confront with the others to share our meaning of life.

The book, which is a collection of some of Toni Morrison’s debates and considerations about the subject, offers  a deep analysis about the feeling of belonging somewhere to someone. It elaborates, above all in the last chapter, an intriguing shift an change of the role to understand better how silly it is to presume themselves, above all on the white man side, superior as catalyzer of the never existed right to a white supremacy.

A book to be read in these difficult period of migrations, where discrimination is something a part of humanity practice to esclude the other part without it understands how much this makes us uncompleted.

 

Leggere un romanzo scritto da Toni Morrison è sempre stato per me un dono prezioso. Un dono non un regalo, perché leggendo le sue storie ho sempre percepito il sentimento della vita, della vita reale, ho percepito i diversi sentimenti che animano la scrittrice, ma anche la sua ricerca di comprendere e far comprendere a noi ciò che noi rifiutiamo di accettare: le nostre paure della differenza ci chiudono in un isolamento che ci allontana dalla proclamata globalizzazione in teoria, che è diventata nei fatti una stereotipata standardizzazione e omologazione a tutto tranne che alla vita.

Questo libro, L’origine degli altri, risponde a molte delle mie domande sulle presunte differenze che potrebbero diventare, invece, opportunità di conoscenza; Toni Morrison lo fa usando uno strumento che io amo particolarmente e che lei domina con particolare competenza e intelligenza: la letteratura.

La scienza ha già dato la sua risposta circa l’inesistenza delle razze cui ci appelliamo per discriminare gli altri; è semplice, le razze non esistono e la discriminazione che facciamo è frutto della nostra immaginazione e dell’incapacità di confrontarci con gli altri per condividere il significato della vita.

Il libro, che è una raccolta di alcuni dei dibattiti e discussioni di Toni Morrison sull’argomento, offre una profonda analisi su che cosa sia il senso di appartenenza a qualcosa o a qualcuno. Il testo elabora, soprattutto nell’ultimo capitolo, un intrigante spostamento e cambio dei ruoli per spiegare meglio quanto sia sciocco credere se stessi, soprattutto i bianchi, superiori in quanto catalizzatori di un diritto mai esistito della supremazia bianca.

Un libro da leggere in questo complesso periodo di migrazioni dove la discriminazione è qualcosa che una parte di umanità esercita sull’altra per escluderla senza comprendere quanto ciò ci renda incompleti.

 

 

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