Fragility or Vulnerability?

Where is the destruction, inside or outside? Is it from the outside that we receive the negative inputs which influence our feelings and sense or is it from the inside that we give up searching for the truth and the good and renounce to take a part in our choices and decisions? Are we more inclined to fragility or to vulnerability? Which of the two make us feel better and even justified because of our inaction?

I believe that the real destruction, the more dangerous and perilous is inside not outside. When I look around myself and see people walking without seeing at each other and never listening to each other’s stories, I realize that it’s from the inside that we have lost any hope to remember what sharing is.

The worst coming from the outside -those who decide for us, those who have enslaved us making us believe to be protected- this worst is nothing else but the consequence of our own abandon. It is this the way in which our fragility has changed in vulnerability and fear.

No matter how fragile we are and how strong has to be, consequently, our resistance, provided that we are fully alive and ready to search honestly our own meaning in the world. No matter how many the wounds and the sufferings we will bear, provided that they are not useless but engaged in our affirmation of dignity. No matter how long the path and strong its difficulty to be walked, provided we will remain loyal to our being and decided to share our life with the others.

Fragility is not vulnerability.

We start to be vulnerable when we stop to believe in the sense we have chosen for our life, when we stop to give life a meaning, when we stop to share with the others our route to somewhere that, even difficult, will never separate us from the sense and from the love for life and people.

We marry vulnerability when we decide that others can understand and choose better than we could if we only were engaged to discover the sense to give our life. We become vulnerable when we stop to think as a person and we act only for interest, which, moreover, will result not to be our own but the strongest’s.

I don’t fear my fragility, I know it will lead me to build inside what I don’t want and don’t consent to be destroyed outside.

 

Dov’è la distruzione, dentro o fuori? È dall’esterno che riceviamo gli input negativi che condizionano i nostri sentimenti e il senso o è dall’interno che smettiamo di cercare la verità e il bene e rinunciamo a prendere parte nelle nostre scelte e decisioni? Siamo più inclini alla fragilità o alla vulnerabilità? Quale delle due ci fa sentire meglio e persino giustificati per la nostra inazione?

Io credo che la vera distruzione, quella più pericolosa e rischiosa sia dentro di noi e non fuori. Quando mi guardo attorno e vedo persone che si guardano senza vedersi e senza mai ascoltare le storie l’uno dell’altro, comprendo che è dall’interno che abbiamo perso ogni speranza di ricordare che cosa sia la condivisione.

Il peggio che viene dall’esterno -quelli che decidono per noi, quelli che ci hanno schiavizzati facendoci credere di proteggerci- questo peggio non è niente altro che la conseguenza del nostro abbandono personale. È questo il modo in cui la nostra fragilità si è trasformata in vulnerabilità e paura.

Non importa quanto siamo fragili e quando, di conseguenza, debba essere forte la nostra resistenza, purché noi si sia pienamente vivi e pronti a cercare onestamente il nostro significato nel mondo. Non importa quante le ferite e le sofferenze che sopporteremo, purché non siano inutili ma impegnate nell’affermazione della nostra dignità. Non importa quanto sia lunga la strada e forte la difficoltà di percorrerla, purché si rimanga leali al nostro essere e decisi a condividere con. gli altri la nostra vita.

Fragilità non è vulnerabilità.

Cominciamo a essere vulnerabili quando smettiamo di credere nel senso che abbiamo scelto per la nostra vita, quando smettiamo di dare un significato alla vita, quando smettiamo di condividere con gli altri il nostro percorso verso qualche dove che, per quanto difficile, non c separerà mai dal senso e dall’amore per la vita e per le persone.

Sposiamo la vulnerabilità quando decidiamo che gli altri possano capire e scegliere meglio di quanto possiamo fare noi se soltanto ci impegnassimo a scoprire il significato che vogliamo dare alla nostra vita. Diventiamo vulnerabili quando smettiamo di pensare come persone e agiamo solo per interesse, il quale, inoltre, risulterà non essere il nostro interesse, but quello dei più forti.

Non ho paura della mia fragilità, so che essa mi porterà a costruire dentro di me ciò che non voglio e non permetterò che sia distrutto fuori.

 

 

 

 

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