In Praise of Dignity

‘Freedom and plurality of the centers and of the senses have one thing in common, the truth. No deceit can be considered <<culture>>’, in “Cultura e culture. La pluralità dei centri. Una lettura gramsciana del tempo e dei tempi” (Nulla Die 2018).

Foto del 26-11-18 alle 07.59 #2A strong confusion, almost brutal, has become the typical modern vision of ourselves and of what we do: it is the confusion between visibility and dignity. While the first is measurable thanks to the numbers of your appearance through the mass media or the  social networks, dignity can never be measured unless you give importance to the essentials and not to the early disappearing appearance.

What seems to be a pun comes to be the main and most important definition of visibility, that is something which once exhibited has already finished to exist. More subtle and eternal is dignity, which is never exhibit, but remains forever in the memory, in the words, in the actions of those who have had the opportunity to meet and recognize it.

This confusion is due to our times where it seems impossible to still project or even simply foresee a next future; everything seems to be exhausted in the frail minute of a provisory existence; each person lives to consume life instead of living it fully and with concern.

This confusion is due to each of us who stops thinking at himself/herself and at the others as someone more important than an instant to be wasted. It is due to our renounce to be and remain human. It is due to the impelling necessity to leave the others speak of ourselves while we are listening to them, it does not matter if soon after they forget us, instead of silently and without any interruption walk our route to sign our own life as the others’ with a clear and defined sign not with its pale shadow.

Rediscovering dignity should be the solution to our dissatisfaction, giving back each one the feeling of truth and honesty would certainly be more meaningful than continuing flying from flower to flower  without being aware of the life we are living.

Let’s discover the deepness and fullness of dignity, its never ending value, its pleasant scent of honesty and truth. Let’s give up consuming life, let’s start to live it in dignity.

 

“La libertà e la pluralità dei centri e del senso hanno una cosa in comune, la verità. Nessun inganno può essere considerato <<cultura>>”, in “Cultura e culture. La pluralità dei centri. Una lettura gramsciana del tempo e dei tempi” (Nulla Die 2018).

Una forte confusione, persino brutale, è diventata la tipica visione moderna di noi stessi e di ciò che facciamo: è la confusione tra visibilità e dignità. Mentre la prima si può misurare grazie al numero delle volte in cui si compare sui mass media o sui social network, la dignità non può mai essere misurata a meno che non si dia importanza alle cose essenziali e non a quella visibilità che sparisce subito.

Ciò che potrebbe sembrare un gioco di parole divine la principale e più importante definizione di visibilità, cioè qualcosa che appena esibito ha già finito di esistere. Più sottile ed eterna è la dignità, che non si esibisce mai, ma rimane per sempre nella memoria, nelle parole, nelle azioni di quelli che hanno avuto la possibilità di incontrarla e riconoscerla.

Questa confusione è dovuta ai nostri tempi dove sembra sia impossibile progettare ancora o semplicemente prevedere il futuro prossimo; ogni cosa sembra esaurirsi nel fragile minuto di un’esistenza provvisoria; ogni persona vive per consumare la vita invece di viverla pienamente e con premura.

Questa confusione è dovuta a ciascuno di noi che smette di pensare a se stesso e agli altri come a qualcosa di più importante di un minuto da sprecare. È dovuta alla nostra rinuncia di essere e rimanere umani. È dovuta all’impellente necessità di lasciare che gli altri parlino di noi mentre li stiamo ascoltando, non importa che poi ci dimenticano, invece di percorrere in silenzio e senza interruzione la nostra rotta  che ci spinge a segnare la nostra vita come quella degli altri con un’impronta chiara e definita e non con la sua pallida ombra.

Riscoprire la dignità potrebbe essere una soluzione alla nostra insoddisfazione, restituire a ciascuno il sentimento di verità e onestà sarebbe certamente più significativo che volare di fiore in fiore senza essere consapevoli della vita che stiamo vivendo.

Riscopriamo la profondità e la pienezza della dignità, il suo valore senza fine, il suo piacevole aroma di verità e onestà. Smettiamola di consumare la vita, cominciamo a viverla con dignità.

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