Giuseppe Serra: “Pasolini, critico della società e del costume” (ed. Nulla Die)

Il saggio di Giuseppe Serra, Pasolini. Critico della società e del costume, edito da Nulla Die, propone un’interessante lettura contestualizzata degli scritti e del pensiero della complessa personalità di Pier Paolo Pasolini.

L’analisi politica e sociale di Pasolini è ben sottolineata dall’autore che non si astiene dal presentare e anche spiegare le ragioni per cui un autore così poliedrico e profondo sia stato spesso contrastato non solo dalla Chiesa e dalla Politica, ma anche dalla società in genere. 

Profonda e attenta nel saggio è l’attenzione e la cura per l’intuizione di Pasolini che percepisce e denuncia con vigore come la società del consumo non sia diversa da una forma di potere che si costituisce come fascista nonostante la caduta della dittatura fascista. Alla gerarchia fascista, infatti, si è sostituita negli anni del boom economico una gerarchia del consumo che rende serve del suo potere le persone ignare della schiavitù in cui sono cadute.

La perdita di valori nella società consumistica, infatti, porta a una pressante disumanizzazione e a-criticità che ricordano molto a Pasolini le SS, sebbene egli sia convinto che ci sia la possibilità, anzi, la necessità di opporsi a questo stato di cose. 

Come si è pervenuti a tale nuova forma di gerarchia? La classe dominante ha scisso il significato di progresso sviluppo interessandosi solo al secondo in quanto misurabile in termini di profitto. Ciò significa che lo sviluppo economico si pone come contrasto e ostacolo allo sviluppo sociale; ne deriva una sorta di genocidio culturale.

Le culture “particolari e reali” tanto amate da Pasolini, distinte dalla sottocultura consumistica che tende all’omologazione culturale, spariscono e lasciano il posto alla costruzioni di stereotipi standardizzati che afferiscono alla cultura consumistica e che negano la libertà e la pluralità dei centri e delle differenze delle culture altre.

Viviamo, ci sottolinea l’autore ricordando il pensiero di Pasolini,  in una società in cui anche l’edonismo è di massa e consumistico e distrugge il singolo io e ogni forma di dissenso. Ci troviamo, cioè, dinanzi a una mutazione antropologica di cui l’omologazione consumistica di massa è parte attiva e non consente di immaginare alternative.

Nel suo saggio, Giuseppe Serra, sposando le idee di Pasolini, attribuisce una grande responsabilità di questa afasia culturale (definizione mia) ai mass media (in particolare alla televisione) perché essi accelerano l’appiattimento e sostengono la diffusione della propaganda del nuovo potere consumistico e omologato.9788869150852_0_500_0_75

L’uomo non è mai stato più estraneo alla realtà di quanto lo sia ora  che, invece, la crede raggiungibile e a portata di mano. Anche la Chiesa, è spiegato nel testo, tradisce il proprio ruolo formativo omologandosi alla società dei consumi.

In tutti gli ambiti, a causa della prepotente omologazione consumistica che depaupera e sfregia l’essenza di ogni essere umano, ogni gesto eversivo si trasforma presto in una moda cadendo, quindi, nella trappola dell’omologazione e perdendo il senso etico della propria esistenza. In quanto non più dissenso, non più eversione, non più coscienza civile, ogni gesto resta inosservato e non ascoltato.

Pasolini. Critico della società e del costume di Giuseppe Serra, edito da Nulla Die, è certamente un libro da leggere per conoscere, riflettere e confrontarsi con un pensiero che conserva una sorprendente attualità.

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