The right to truth

Yes, truth is a right. We all have the right to know the truth whatever it is, however harsh or difficult to be accepted. The right to truth guarantees each person that the choices we do depend on freedom and not on interest, that our life is protected against the falsity and the offenses which characterize the absence of truth and the dishonest hypocrisy.

This is an eternally exact criteria whatever the situation, the condition and the reason why we think, act, work, practice the feelings and the ideas which belong to each of us. It is even more right when to be involved is the word and those professions that employ words to give a meaning to their existence (writers, journalists, teachers, psychologists, educators and so on).

We know that there exists a deontological code which establishes the main rules to be respected in the above cases, above all when writing is involved, but, unfortunately, sometimes it happens that not every person respects these fundamental rules. It is horrible, but it is a fact and we should consider it.

We MUST consider it, because though these are the least (and the worst) they are considered as the most and become the symbol of a negative use of the words which creates the confusion between real and fake news. It is not denying their presence that we can make the difference between honesty and interest, but isolating them.

It is easier for some powers to profit of the few cases and make them the rule, because it is their interest to increase the confusion for the people who are not directly present to the situations though they are the first victims of falsity and fake news.

Je fais appel to every intellectual to refuse to spouse falsity to reach easily a visibility which nothing as to do with culture;

Je fais appel to every woman or man of culture to refuse to widespread fake news and to declare our right to freedom of speech which never means to declare the false;

Je fais appel to every person who trusts in the power of words to use them without any hypocrisy but with respect for the readers or the listeners;

Je fais appel to every individual who has chosen the route of words to relate to others to be loyal to the principle of truth and clarity in order to wake the others’ awareness up about the real meaning of the words and to their importance as an input to the thought free and critical;

Je me fais un appel to preserve the respect I have for the words I write because they are the voice of those who have no voice, whom I MUST respect with humility, honesty, courage, modesty.

 

Sì, la verità è un diritto. Tutti abbiamo diritto a conoscere la verità qualunque essa sia, pie quanto difficile e dura da accettare. Il diritto alla verità garantisce ogni persona che le scelte che si fanno dipendono dalla libertà e non dall’interesse, che la nostra vita è protetta contro le menzogne e le offese che caratterizzano l’assenza di verità e l’ipocrisia disonesta.

Questo è un criterio eternamente esatto qualsiasi la situazione, la condizione e la ragione per cui pensiamo, agiamo, lavoriamo, pratichiamo le emozioni e le idee che appartengono a ciascuno di noi. È ancora più vero quando ad essere coinvolta è la parola e quelle professioni che impegno le parole per dare un senso alla propria esistenza (scrittori, giornalisti, insegnanti, psicologi, educatori e così via).

Sappiamo che esiste un codice deontologico che stabilisce le regole principali che si devono rispettare nei casi di cui sopra, soprattutto quando la scrittura è coinvolta, ma, sfortunatamente, a volte accade che non tutte le persone rispettano queste regole fondamentali. È orribile, ma è un fatto e dovremmo considerarlo.

DOBBIAMO considerarlo, perché sebbene questi siano in numero inferiore (ma il peggiore) sono considerati come la maggior parte e diventano il simbolo di un uso negativo delle parole che crea confusione tra notizie reali e false. Non è negando la loro presenza che possiamo fare la differenza tra onestà e interesse, ma isolandoli.

È più facile per alcuni poteri approfittare dei pochi casi e renderli la regola, perché è loro interesse aumentare la confusione delle persone che non sono direttamente presenti alle situazioni sebbene siano le prime vittime della falsità e delle fake news.

Je fais appel a ogni intellettuale affinché rifiuti di sposare la falsità per raggiungere facilmente una visibilità che non ha niente a che vedere con la cultura;

Je fais appel a ogni donna e a ogni uomo di cultura affinché rifiutino di diffondere notizie false e di dichiarare invece il nostro diritto alla libertà di parola che non significa mai dichiarare il falso;

Je fais appel a tutte le persone che si affidano al potere delle parole di usarle senza ipocrisia, ma con rispetto per i lettori e gli ascoltatori;

Je fais appel a ogni individuo che ha scelto la rotta delle parole per relazionarsi con gli altri di essere leale al principio di verità e chiarezza allo scopo di risvegliare la consapevolezza degli altri circa il significato vero delle parole e la loro importanza come stimolo al pensiero libero e critico;

Je me fais un appel, faccio un appello a me stesssa, di conservare il rispetto che ho per le parole che scrivo perché esse sono la voce di quelli che non hanno voce e che DEVO rispettare con umiltà, onestà, coraggio, pudore.

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