Don’t stop speaking about women, don’t stop changing your cultural attitude!

As a woman, I don’t like to be an argument of discussion, because my rights are as natural as yours, my freedom is as honest as yours, my feelings and choices are as free as yours, my preparation in one field or in another depends on me exactly as yours does, the differences we both have can be shared and accepted, none of us is better than the other… and I should continue as well as I suppose you could.

Yet, I’m compelled to speak about this subject because still many are the violences women undergo both psychologically and physically. Still too great is the distance in social and political and economical treatment; still impossible to accept seems the freedom of choice that women want to affirm particularly when feelings and relationships are implied.

You don’t need me to see how many women die because of a man’s hand, because they are considered a propriety, or even an appendix to the male body. You don’t need me to see how strongly is the sexual abuse used to demonstrate the power at home as during the wars. You shouldn’t need me, then, to admit the disparity and incongruences between words and facts in terms of a real attention to this problem which seems impossible to be resolved, and it is, in fact, because to solve it many should renounce to the standardization of their thought and focus their attention around a culture that need to evolve in order to be loyal to every human right which belongs to all and to each one.

I still see women killed and offended because they are women, don’t you see them? Do you ever think that the one who has been maltreated and tortured could be your mother, or sister, or daughter? Have you ever thought that the violence many women suffer is the consequence of your silence? Have you ever felt responsible for every slap against a woman you have assisted to or you have been informed of while your answer was nothing more than indifference?

Do you know what? I don’t think that the violence against the women is woman question,  I think it is a man question! I think that women are not responsible of their sufferings, even guilty as often they feel to be and as many men believe; they are not punishable because they declare their freedom to choose and be, they are not despicable because they decide to live as free as they are born… it’s not a woman question.

It’s a man question! It is the man who is not strong enough to recognize the women’s freedom; it’s the man who is not free enough to accept the women’s free choices; it’s the man who is still too weak to walk by himself without he had the need to discharge on women his instability, the fears he cannot admit he has, the interior scare to be alone…  it’s not a woman question.

No man and no woman can exist in itself, men and women need to grow together, men and women need to walk one next to the other, not one in front of the other or behind, but one next to the other to build a life worth living, to give difference a positive meaning, to stop declassifying each other.

What we all need is a cultural change, one we should start to work for now and not one minute after, one that could make all of us really free, one that could prevent us to fight each other to begin to build our new interpretation and translation of the world we live.

 

Come donna, non mi piace essere un argomento di discussione, perché i miei diritti sono naturali quanto i vostri, la mia libertà è onesta quanto la vostra, i miei sentimenti e le mie scelte sono liberi quanto i vostri, la mia preparazione in un settore o un altro da me esattamente come la vostra, le differenze che entrambi abbiamo possono essere accettate e condivise, nessuno tra noi è migliore dell’altro… e potrei continuare proprio come credo potreste anche voi.

Tuttavia, sono costretta a parlare di questo argomento perché ancora molte sono le violenze che le donne subiscono sia psicologicamente che fisicamente. Ancora troppo grande è la distanza nel trattamento sociale, politico, economico; ancora sembra impossibile accettare la libertà di scelta che le donne vogliono affermare particolarmente quando sono implicati i sentimenti e le relazioni.

Non avete bisogno di me per vedere quante donne muoiono per mano di un uomo in quanto considerate una proprietà o persino un’appendice del corpo maschile. Non avete bisogno di me per vedere quanto ampiamente l’abuso sessuale sia usato per dimostrare il potere in casa come durante le guerre. Non dovreste avere bisogno di me, allora, per ammettere le disparità e le incongruenze tra le parole e i fatti nei termini di una reale attenzione a questo problema che sembra impossibile risolvere, e lo è, infatti, perché per risolverlo molti dovrebbero rinunciare alla standardizzazione del proprio pensiero e focalizzare la propria attenzione su una cultura che deve evolvere per essere davvero fedele a ogni diritto umano che appartiene a tutti e a ciascuno.

Vedo ancora donne assassinate o offese perché sono donne, non le vedete anche voi? Avete mai pensato che quella che è stata maltrattata e torturata potrebbe essere vostra madre, vostra sorella, vostra figlia? Avete mai pensato che la violenza che molte donne soffrono è la conseguenza del vostro silenzio? Vi siete mai sentiti responsabili per ogni schiaffo una donna cui avete assistito o di cui siete stati messi al corrente mentre la vostra risposta non è stata niente di più che l’indifferenza?

Sapete che vi dico? Io non credo che la violenza contro le donne sia un problema delle donne, io credo che sia un problema degli uomini! Io non credo che le donne siano responsabili delle loro sofferenze, persino colpevoli come spesso si sentono e come molti uomini credono; esse non sono punibili perché dichiarano la propria libertà di scegliere ed essere, non sono disprezzabili perché decidono di vivere libere come sono nate… non è un problema delle donne.

È un problema degli uomini! È l’uomo a non essere forte abbastanza da riconoscere la libertà delle donne; è l’uomo a non essere libero abbastanza da accettare la libera scelta delle donne; è l’uomo a essere ancora troppo debole per camminare da solo senza che abbia il bisogno di scaricare sulle donne la propria instabilità, le paure che non riesce ad ammettere di avere, il terrore interiore di essere solo… non è un problema delle donne!

Nessun uomo e nessuna donna può esistere da solo, gli uomini e le donne hanno bisogno di crescere insieme, gli uomini e le donne hanno bisogno di camminare l’uno accanto all’altro, non uno davanti o dietro l’altro, ma uno accanto all’altro per costruire una vita che sia degna di essere vissuta, per dare alla differenza un significato positivo, per smetterla di declassarsi reciprocamente.

Ciò di cui tutti abbiamo bisogno è un cambiamento culturale, uno per il quale cominciare a lavorare subito e non un minuto dopo, uno che ci possa rendere tutti veramente liberi, uno che possa impedirci di combattere l’uno contro l’altra per cominciare a costruire la nostra nuova interpretazione e traduzione del mondo in cui viviamo.

 

 

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