Storm

If the storm brought the scent of life we wouldn’t fear it, but we do because every storm announces itself with the violence of the unknown, every storm introduces a change in the physical aspect of what surrounds us and, sometimes, in the interior feelings which grow our scare.

They say do no evil  fear no evil… is this the reason why we are frightened? Are we responsible for the storms we fear? Somewhat yes.

The storms we don’t fight because we can’t are the answer of the Earth we don’t respect, we don’t care after, we don’t consider as alive nature but as an object to be consumed.

We cry because of the consequences of our lack of attention only when we are directly hurt by the violence of a nature whose fury we cannot control, but we forget to remember to have care of Earth and nature when our fears have disappeared. We cry because someone has died or has lost everything because of the rage of many storms, but our complain ends when the tempest has gone. We are unable to assume our own responsibilities in the choices we do as regard nature and Earth, we are unable to support the nature’s side till the end because it is easier to use and abuse what we think to possess instead of preserving and saving it.

Nature is alive, it breaths and moves and screams and cries in rage and pain and discomfort as we do. Nature is not an object without life we can throw away once it is broken. Nature is the life we kill outside and inside us, though we presume no conscience of this.

They say do no evil  fear no evil… but we do and we fear, yet, we continue to walk the same path at the same speed.

 

Se le tempeste portassero il profumo della vita, non ne avremmo paura, ma ne abbiamo perché ogni tempesta si annuncia con la violenza di ciò che è ignoto, ogni tempesta introduce un cambiamento nell’aspetto fisico di ciò che ci circonda e, talvolta, nei sentimenti interiori che alimentano le nostre paure.

Dicono male non fare paura non avere… è per questo che abbiamo paura? Siamo forse noi i responsabili delle tempeste che ci fanno paura? In qualche modo sì.

Le tempeste che non combattiamo perché non possiamo sono la risposta della Terra che non rispettiamo, di cui non ci prendiamo cura, che non consideriamo come natura viva, ma come un oggetto da consumare.

Piangiamo per le conseguenze della nostra mancanza di attenzione solo quando siamo feriti direttamente dalla violenza della natura la cui furia non siamo in grado di controllare, ma dimentichiamo di ricordare di avere cura della Terra e della natura quando le nostre paure sono scomparse. Piangiamo quando qualcuno muore o perde tutto a causa della rabbia di molte tempeste, ma il nostro lamento finisce quando la tempesta passa. Siamo incapaci di assumerci le nostre responsabilità nelle scelte che facciamo per quanto riguarda la natura e la Terra; siamo incapaci di sostenere le parti della natura fino alla fine perché è più facile usare e abusare di ciò che pensiamo di possedere invece di preservare e salvare.

La natura è viva, essa respira e si muove e urla e piange di rabbia e di dolore e di dispiacere proprio come facciamo noi. La natura non è un oggetto senza vita che possiamo buttare via una volta rotto. La natura è la vita che uccidiamo fuori e dentro noi stessi, sebbene fingiamo di non esserne consapevoli.

Dicono male non fare paura non avere… ma noi facciamo il male e abbiamo paura, eppure, continuiamo a percorrere lo stesso sentiero alla stessa velocità.

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