The gift of silence

However obvious it may seem, silence has got a voice stronger than the ones you can hear screaming everywhere. Probably, it is not so obvious if so many people scream also when there is no reason to.

I don’t know if there are reasons to scream, maybe yes, however I suppose that in a world where screaming and menacing has become the most evident sign, could be better to stop rising the voice and start to use the mind, the thought.

Well, because screaming has become the house of misunderstandings and offenses, silence might become the place of listening and sharing. Where screaming has divided people in those who scream stronger and those who are oppressed by other’s voices, let’s try to employ silence as a more loyal and correct form of welcoming.

Silence is a gift, the rarest and most precious one, in a world where none seems to be willing to listen and understand the others. Silence might become that resonant and assertive voice that screaming can never reach. Silence might become a form of resistance, of active resistance, where everybody uses verbal violence and apparent strength to impose the others what they themselves are not able to understand.

Silence, as a form of resistance, is never passive but patient while working scrupulously to build or give back life and people a meaning and a content. Among those so many who only keep on screaming without a reason or because they suppose they have or probably because they cannot confess themselves they are not able of doing anything else but an empty scream, among all of them we should have the courage to be silent and silently act and work to give and follow a more meaningful direction to the life we live.

Silence, as a from of resistance, is never a renounce to participation, but it is the participation itself, it is the shape of participation, it is its meaningful and plentiful declaration of existence in a world which tends to disappear and make the values and principles to disappear.

Silence is not to put ourselves out of ourselves or alienation, but it is the full awareness of what you are going to build.

 

Per quanto possa sembrare ovvio, il silenzio ha una voce più forte di quelli che si riesce a sentire urlare ovunque. Forse non è così ovvio se così tante persone strillano anche quando non ce n’è motivo.

Non so se ci siano ragioni per urlare, forse sì, in ogni caso credo che in un mondo in cui urlare e minacciare sia diventato un segno così evidente, sarebbe meglio smettere di alzare la voce e cominciare a usare la mente, il pensiero.

Ebbene, poiché urlare è diventato il luogo delle incomprensioni e delle offese, il silenzio potrebbe divenire il luogo dell’ascolto e della condivisione. Dove l’urlare ha diviso le persone in coloro che urlano più forte e coloro che sono oppressi dalle voce degli altri, si potrebbe impiegare il silenzio come forma più leale e corretta di accoglienza.

Il silenzio è un dono, il più raro e più prezioso, in un mondo in cui nessuno sembra avere più voglia di ascoltare e comprendere gli altri. Il silenzio potrebbe diventare quella voce sonora e assertiva che chi urla non potrà mai avere. Il silenzio potrebbe diventare una forma di resistenza, di resistenza attiva, dove tutti usano la violenza verbale e la sua forza apparente per imporre ad altri ciò che esseri stessi non sono in grado di comprendere.

Il silenzio, come forma di resistenza, non è mai passivo ma paziente mentre opera per costruire o restituire alla vita e alle persone un significato e un contenuto. Tra i così tanti che continuano solo a urlare senza ragione o forse perché credono di averla o, ancora, che non riescono a confessare a se stessi di non essere capaci di altro che uno strillare vuoto, tra tutti questi bisognerebbe avere il coraggio di restare in silenzio ma silenziosamente agire e lavorare per dare e seguire una direzione più significativa alla vita che si vive.

Il silenzio, come forma di resistenza, non è mai una rinuncia alla partecipazione, ma è la partecipazione in se stessa, è la dichiarazione significativa e piena che la partecipazione esiste in un mondo che tende a scomparire e a fare in modo che i valori e i principi scompaiano.

Il silenzio non è estraniazione e alienazione, ma è consapevole pienezza del percorso serio che si vuole costruire. 

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