The taste of limitations

We’ve got used to consider limitations as something negative which deprives us of our freedom. I think it is not always right. Of course, a limitation which prevents you from acting according to your conscience -that is according to a vision which does not answer only to your egoism and personal interest-  has to be opposed because it is not a limitation but an imposition against the aware freedom each person embodies and is worth of.

Here, however, I’m not speaking about those kinds of limitations referred to power and interest, but to those that teach us the rules as well as show us how to better ourselves in our human research.

Limitations don’t limit our ability to be and become, they question us about what we really want to become and the way in which we have the courage and the strength to afford also unexpected issues in order to develop our own idea of the world.

Without any limitation none should be able to cross the border of personalism and meet the others, it’s thanks to the limitations we can learn to respect people and things while requiring to be respected for the same. Limitations rule every human relationship.

Without any limitations none would be able to ask himself to do better and none would be suggested to ask more to themselves. Limitations are the tests our life undergoes us to challenge our choices making them better.

We shouldn’t be afraid of limitations, they show us who we are and who we want to become also and above all when we fall in despair and then find the strength to find our voice and meaning back.

We should put limitations to ourselves by ourselves because life, which belongs to us, does not belong only to us; we are not the proprietors of the world, we share its place and time now with others who are not diverse from us however different they and their ideas could be. Limitations teach us to look at the others better while we also understand more of ourselves.

We should never teach our young to be afraid of their limitations, but we should shoe them how to stand up after every fall and start to fight and live again.

 

Ci siamo abituati a pensare ai limiti come a qualcosa di negativo che ci priva della nostra libertà. Non credo che sia sempre giusto. Certo, un limite che impedisce di agire secondo coscienza -cioè secondo una visione che non risponda solo al proprio egoismo e interesse personale- deve trovare la nostra opposizione perché non è un limite ma un’imposizione contro la consapevole libertà che ogni persona incarna e di cui è degna.

Qui, comunque, non mi sto riferendo a quei tipi di limiti che riguardano il potere e l’interesse, ma a quelli che ci insegnano le regole e che ci mostrano anche come migliorare noi stessi nella nostra ricerca umana.

I limiti non limitano la nostra capacità di essere e divenire, ma ci interrogano su ciò che vogliamo diventare veramente e sul modo in cui noi abbiamo la forza e il coraggio di affrontare anche problemi inaspettati per sviluppare la nostra idea del mondo.

Senza limiti, nessuno sarebbe capace di attraversare i confini del personalismo e incontrare gli altri, è grazie ai limiti che siamo in grado di di imparare a rispettare le persone e le cose mentre richiediamo che sia fatto lo stesso verso di noi. I limiti regolano ogni relazione umana.

Senza i limiti nessuno sarebbe capace di chiedere a se stesso di fare meglio e nessuno sarebbe spinto a chiedersi di più. I limiti sono sul test che la vita ci pone per mettere in discussione le nostre scelte e renderle migliori.

Non dovremmo temere i limiti, essi ci mostrano chi siamo e chi vogliamo diventare anche e soprattuto quando cadiamo in disperazione e poi troviamo la forza di ritrovare la nostra voce e il nostro significato.

Dovremmo da soli porci dei limiti, perché la vita, che ci appartiene, non appartiene solo a noi; non siamo i padroni del mondo, noi ne condividiamo lo spazio e il tempo ora con altri che non sono diversi da noi per quanto siano differenti loro e le loro idee. I limiti ci insegnano a guardare meglio agli altri mentre impariamo meglio a conoscere noi stessi.

Non dovremmo mai insegnare ai ragazzi ad aver paura dei propri limiti, ma dovremmo mostrare loro come rialzarsi dopo ogni caduta e ricominciare a lottare e vivere.

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